Imballaggi in plastica, scatta l’aumento del contributo ambientale Conai fino al 33%
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Redazione Economia
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Non si placa la crisi strutturale che attanaglia il settore del riciclo delle plastiche in Europa, e a farne le spese, ancora una volta, sono i produttori di imballaggi: il Consiglio di amministrazione del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha ufficializzato i nuovi valori del Contributo ambientale (Cac) per i rifiuti in plastica, che subiranno una decisa impennata con decorrenza dal prossimo 1° ottobre.
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Si tratta di un intervento reso non più rinviabile, spiegano dal consorzio, dalla necessità di garantire la sostenibilità economico-finanziaria di un sistema, quello della gestione dei rifiuti, messo sotto pressione da una domanda interna debole e dalla concorrenza sleale di materiali vergini provenienti da Paesi extra-Ue.
I rincari, che vanno da un minimo del 2,3% a un massimo del 33,3% a seconda della tipologia di imballo, sono stati comunicati dopo un confronto serrato con tutti gli attori della filiera, sebbene l'esito fosse ormai nell’aria da mesi. economiacircolare +3
Le bottiglie in Pet tra le più colpite, rincari anche per i vasetti
La forbice degli aumenti è piuttosto ampia e colpisce trasversalmente le nove fasce contributive in cui sono suddivisi i materiali.
Se per i sacchi industriali o i film per pallettizzazione (fascia A2) l'incremento è contenuto attorno al 2,3% (portando il CAC da 258 a 264 euro a tonnellata), lo stesso non si può dire per i contenitori destinati al largo consumo. La stangata più pesante, pari al 33,3%, riguarda la fascia B1. italiaoggi +3
2, dove ricadono le bottiglie, i barattoli, i flaconi e i vasetti in Pet trasparente; il contributo schizza così da 228 a 304 euro per ogni tonnellata di materiale immesso sul mercato. Una voce, quest’ultima, che cancella di fatto il momentaneo respiro concesso dal consorzio negli anni precedenti, quando lo stesso valore era stato temporaneamente ridotto. ecodallecitta +3
Anche i materiali più complessi da lavorare, o quelli considerati "problematici" per gli impianti di selezione – come il polivinilcloruro (Pvc) o quelli contenenti nerofumo (carbon black) – subiranno rincari significativi, venendo collocati o confermati nella fascia C, la cui tariffa sale a 922 euro a tonnellata contro i 790 precedenti. ecodallecitta +3
Segnali di miglioramento non sufficienti a calmierare i prezzi
Il Consorzio, nell'illustrare le motivazioni tecniche alla base della rimodulazione, ha dovuto prendere atto di una realtà contraddittoria.
Se da un lato, infatti, si registrano alcuni timidi segnali di miglioramento dei ricavi derivanti dalle aste per specifiche frazioni di materiale – una dinamica che gli esperti legano anche al mutato quadro geopolitico internazionale – dall’altro permane una pressione insostenibile sui costi operativi della filiera. ecodallecitta +3
L'aumento dei quantitativi gestiti, spiegano dal sodalizio, ha gonfiato le spese di raccolta, selezione e avvio a riciclo, mentre una fetta consistente dei materiali recuperati (circa un terzo del gestito) fatica a trovare un acquirente stabile sul mercato, proprio a causa della debolezza della domanda di plastica riciclata. ipsoa +3
Questa situazione di stallo, che aveva già spinto nei mesi scorsi il Ministero dell'Ambiente ad attivare un tavolo di crisi, non lasciava altra via d'uscita se non quella di intervenire sulla leva economica per colmare il disallineamento tra entrate e uscite. ipsoa +3
L’obbligo di garantire il 50% del riciclo
Dietro la manovra economica si cela, in ultima analisi, un obiettivo strategico preciso: mantenere operativo il sistema a qualsiasi costo, per non far fallire gli impegni assunti in sede europea. L'intera operazione, infatti, è finalizzata a reperire le risorse necessarie a garantire la continuità delle filiere e a preservare l'ambizioso traguardo del 50% del tasso di riciclo degli imballaggi in plastica. economiacircolare +3
Chi produce o importa imballaggi pieni – compresi quelli alimentari – non sarà escluso dal rincaro; le nuove aliquote interesseranno anche le procedure forfettarie (con la "per tara" che sale a 131 euro/tonnellata) e quelle semplificate "a valore". economiacircolare +3
Per i soli imballaggi in bioplastica compostabile, invece, l'aumento era già stato deliberato in precedenza, con il passaggio da 130 a 246 euro a tonnellata, in vigore dal primo luglio di quest'anno, a testimonianza di come l'intero comparto dell'industria degli imballaggi sia chiamato a fare i conti con una congiuntura economica particolarmente avversa. italiaoggi +3




