Tragedia sulla Statale 12, Lorenza Bridi muore dopo lo scontro tra scooter e camion
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Redazione Interno
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Una mattina di gennaio, quella che doveva essere una normale corsa in scooter, si è trasformata in tragedia per Lorenza Bridi. La diciannovenne, che studiava all’ultimo anno del liceo Montanari di Verona, ha perso la vita dopo un violentissimo impatto con un camion, avvenuto lungo via Nassar, a Settimo di Pescantina. Nonostante i soccorsi immediati e le cure disperate nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento, le condizioni critiche in cui versava hanno avuto il sopravvento, chiudendo per sempre, nella tarda serata di martedì, una giovane esistenza che avrebbe compiuto vent’anni a giugno.
La dinamica dell'incidente e i soccorsi
La collisione, di una violenza inaudita, è avvenuta nella mattinata di lunedì 12 gennaio, sulla Statale 12 del Brennero, un’arteria nota per il suo traffico intenso. Lo scooter su cui viaggiava la studentessa è finito contro un tir, in un punto preciso del tessuto viario locale che, come spesso accade in simili frangenti, diventa oggetto di riflessione amara. Il personale del Suem 118, giunto sul posto, ha dovuto constatare la gravità della situazione: le ferite riportate dalla giovane erano talmente estese da richiedere un trasporto d’urgenza in codice rosso verso il più vicino centro specializzato. L’ambulanza, attraversando la campagna veronese, è corsa verso l’ospedale di Borgo Trento, dove un team di medici e infermieri ha immediatamente preso in carico la ragazza, tentando ogni possibile manovra per stabilizzarne le funzioni vitali.
Un profilo spezzato nel fiore degli anni
Lorenza, come emerge dai ritratti che ne stanno facendo i suoi compagni e i professori, non era solo un nome tra i banchi di scuola. Appassionata di pallavolo, sport di squadra che forgia il carattere e insegna il valore del sostegno reciproco, portava con sé quel bagaglio di sogni e progetti tipico di chi sta per concludere un ciclo di studi. Il liceo delle Scienze Umane, percorso che aveva scelto, indica una predisposizione alla comprensione delle persone, un interesse per le dinamiche sociali e relazionali che la sua scomparsa rende ancor più doloroso. Il preside dell’istituto, contattato per un ricordo, ha parlato di un “segno indelebile” che la studentessa lascia in chi l’ha conosciuta, usando parole sobrie che racchiudono un dolore collettivo, un vuoto improvviso tra i corridoi della scuola e nei campi da gioco che frequentava.
Le indagini e il rispetto per il lutto
Sul luogo dello schianto, intanto, gli accertamenti di rito sono iniziati sotto la direzione della competente autorità. Gli investigatori, per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, stanno esaminando ogni elemento utile, ascoltando i testimoni e analizzando i veicoli coinvolti. È un procedimento tecnico e necessario, che si svolge nel silenzio più discreto, lontano dai riflettori, per non turbare ulteriormente una famiglia e un intero paese già piegati dal lutto. A Pescantina, in queste ore, si piange una figlia, un’amica, una compagna di classe, il cui futuro, scrivevano i giornali locali, era “ancora tutto da scrivere”. Un futuro che, invece, si è interrotto in un attimo, su un tratto di asfalto che collega paesi e città, e che troppo spesso diventa scenario di perdite irreparabili.




