Israele a un bivio: l'escalation, lo scudo e gli alleati inaspettati
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Redazione Esteri
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Israele si trova a un bivio dopo aver dimostrato la forza dei suoi sistemi di difesa. Questo è stato possibile grazie all'intervento di attori regionali inattesi che hanno supportato lo Stato Ebraico nelle operazioni come "atto di autodifesa". Ora Gerusalemme sta considerando un contrattacco, che però non riceverà lo stesso supporto dalla Casa Bianca, sempre al fianco di Israele quando si tratta di "difesa", ma distante da qualsiasi opzione di attacco e contrattacco per timore di un'escalation incontrollabile con l'Iran.
Il segreto degli F35
Due droni Shahad 197 sono stati lanciati dall’Iran verso Israele per testare le sue capacità di difesa. In risposta, le forze di difesa israeliane, Tsahal, hanno fatto decollare due F35 dalla base di Nevatim, nel deserto del Negev. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'aeronautica militare giordana, che aveva segnalato l'arrivo dei droni a Tel Aviv dopo il sorvolo del suo spazio aereo, i caccia hanno ingaggiato i due droni e li hanno abbattuti.
L'arsenale iraniano
L'attacco notturno dell'Iran a Israele ha mostrato i miglioramenti dell'arsenale in possesso dagli ayatollah, tra missili balistici, da crociera e droni "kamikaze". I danni sul territorio israeliano sono stati limitati, anche grazie agli innovativi sistemi di difesa aerea come l'Iron Dome (la "Cupola di ferro") o il sistema Arrow, oltre che all'aiuto di navi e aeronautica statunitense e britannica.
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