Cervia, tentata violenza sessuale nel parco: 28enne in carcere. Linea Rosa: "Non siete sole"
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Redazione Interno
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Un nuovo episodio di violenza sessuale ha scosso il territorio di Cervia, riaccendendo i riflettori su una piaga sociale che non conosce pause. Nelle prime ore di domenica scorsa, poco prima dell'alba, una donna di 43 anni è stata aggredita all'interno di un parco pubblico in zona via Cardano. L'uomo, un 28enne di origine senegalese senza fissa dimora, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione locale con l'accusa di tentata violenza sessuale.
Il gip Federica Lipovscek ha convalidato l'arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato, come richiesto dal pm di turno Raffaele Belvederi.
La dinamica dell'aggressione
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima, una quarantenne residente a Cesenatico, stava camminando verso il centro di Cervia quando è stata avvicinata dallo sconosciuto in bicicletta. L'uomo avrebbe iniziato a molestarla, nonostante i tentativi della donna di allontanarlo con la scusa di dover raggiungere un fidanzato descritto come geloso. La situazione è precipitata quando il giovane l'ha strattonata e trascinata con la forza all'interno di un'area verde vicina, spingendola a terra e immobilizzandola con il proprio corpo.
È stata una residente della zona, allertata dalle urla disperate della donna, a chiamare il 112. I militari, giunti tempestivamente sul posto, hanno trovato l'uomo a cavalcioni sulla vittima in lacrime, con i pantaloni di lei già abbassati. Alla vista dei carabinieri, il 28enne è fuggito a piedi attraversando la Statale Adriatica, ripetendo "Non sono stato io", ma è stato bloccato poco dopo da una pattuglia del Radiomobile.
Il sostegno di Linea Rosa
Di fronte a questo ennesimo caso di violenza, l'associazione Linea Rosa, punto di riferimento da oltre trent'anni per il contrasto alla violenza sulle donne nella provincia di Ravenna, ha ribadito il proprio sostegno alla vittima e l'importanza di non lasciare sole le donne che subiscono tali traumi. "L'episodio riaccende i riflettori su una piaga sociale drammatica e dalle molteplici sfaccettature", sottolineano dall'associazione, che gestisce il centro antiviolenza in convenzione con i Comuni di Ravenna, Cervia e Russi.
Nel solo 2024, il centro ha accolto 448 donne, il 70 per cento delle quali con figli, e dispone di cinque case rifugio in grado di ospitare fino a 33 persone tra donne e minori.
Servizi attivi e percorsi di supporto
Linea Rosa offre molteplici canali di accesso per le donne che vivono situazioni di violenza, timore o disagio. Oltre alla sede centrale di Ravenna e alle sedi distaccate di Russi e Cervia, l'associazione ha attivato un servizio WhatsApp dedicato al numero 393 4374971, pensato per chi, per motivi di sicurezza o difficoltà emotiva, preferisce non telefonare. Le operatrici rispondono il lunedì dalle 9 alle 15 e il venerdì dalle 13 alle 19. Il servizio, finanziato nell'ambito del progetto "Connesse per non essere sole", garantisce anonimato, sicurezza e totale gratuità.
A Cervia è inoltre attivo un punto di ascolto settimanale all'interno degli spazi del Servizio SeiDonna, con operatrici formate che offrono colloqui individuali e riservati, supporto psicologico e primo orientamento legale.
Il quadro giudiziario e i precedenti
Il provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip tiene conto anche dei numerosi precedenti a carico del 28enne. Dalle verifiche è emerso che il giovane, senza fissa dimora e senza lavoro, aveva già ricevuto il 25 agosto scorso un avviso orale del questore a cambiare condotta di vita, seguito il 2 settembre da un foglio di via di tre anni dal Comune di Ravenna.
A suo carico risultano inoltre un tentato furto in abitazione a Cervia, possesso ingiustificato di coltello svizzero in un paio di occasioni, lesioni da arma bianca e un provvedimento di divieto di accesso a esercizi pubblici della zona di Pinarella in determinate fasce orarie. La decisione del giudice di disporre la detenzione in carcere si fonda sulla ritenuta sussistenza del pericolo che l'uomo possa commettere fatti analoghi.
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