Juventus, Mateta nel mirino: il Palace frena e la trattativa si complica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita persa contro il Cagliari ha riportato alla luce, in maniera plateale, le fragilità offensive della Juventus, nonostante gli ingenti investimenti estivi per Jonathan David e Openda. I due, finora, hanno faticato non poco ad inserirsi negli schemi di gioco, mostrando un adattamento più lento del previsto e un rendimento altalenante. A questo quadro, già di per sé complesso, si aggiunge la situazione di Dusan Vlahovic, il cui contratto in scadenza a giugno e l'infortunio che lo terrà lontano dal campo almeno fino a marzo, gettano un'ombra ulteriore sulla formazione bianconera, spingendo la dirigenza a cercare una soluzione in questo mercato invernale che volge al termine.

Il rifiuto inglese e la strategia di mercato

Proprio in queste ore, come confermato da fonti vicine alle trattative, il Crystal Palace ha respinto la prima proposta della Juventus per Jean-Philippe Mateta. I dettagli dell'offerta, che alcuni definiscono audace, prevedevano un prestito oneroso da due milioni di euro con l'obbligo di riscatto fissato a ventotto, condizionato però dalla qualificazione alla prossima Europa League. Una formula, questa, che non ha convinto i dirigenti londinesi, i quali – è bene sottolinearlo – intendono cedere il proprio giocatore esclusivamente a Titolo definitivo e per una cifra che si aggira intorno ai quaranta milioni di euro. Una richiesta che, allo stato attuale, appare distante dalle possibilità e dalle intenzioni della società torinese.

Le caratteristiche del bersaglio e gli altri piani

Mateta, attaccante francese nato nel 1997, è un profilo che i tecnici della Juventus seguono da tempo, considerandolo adatto a interpretare il ruolo di perno centrale d'attacco grazie al suo fisico imponente – è alto oltre un metro e novanta – e a una tecnica di base che gli consente di proteggere il pallone e servire i compagni. Le sue movenze in area, unitamente a un ottimo senso della posizione, lo rendono un finalizzatore di razza, caratteristiche che potrebbero integrarsi con gli esterni veloci a disposizione dell'allenatore. Parallelamente, non si fermano le ricerche per un centrocampista centrale, dove si punta a un affare low cost in attesa di tentare un colpo di mercato in estate, e per un esterno offensivo di qualità che possa fare da vice a Yildiz, con il nome di Federico Chiesa che rimane in cima alle preferenze nonostante le difficoltà economiche con il Liverpool.

Il nodo delle commissioni e la possibile alternativa

Nonostante l'iniziale scoglio, i contatti tra le parti non si sono interrotti, anzi, nelle ultime ore si è registrato un certo fermento nel tentativo di trovare un accordo. La mediazione punta a far incontrare le due posizioni, partite rispettivamente da una valutazione di trenta milioni da parte della Juventus e dai quaranta chiesti dal Palace. L'ipotesi che circola con più insistenza, e che qualcuno giudica la più realistica, è quella di una cifra complessiva di trentatré milioni di euro, da suddividere tra prestito e riscatto obbligatorio – quest'ultimo vincolato alla qualificazione europea – con l'aggiunta di alcuni bonus. Resta però un ulteriore intoppo da sciogliere, spesso decisivo in queste trattative: quello legato alle commissioni richieste dagli agenti del giocatore. Qualora le distanze dovessero rimanere insormontabili, la dirigenza bianconera ha già pronta un'alternativa, rappresentata dall'attaccante marocchino En-Nesyri, il cui nome è stato fatto più volte in queste settimane di trattative.

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