Il derby è di Maignan, il Milan piega l'Inter e riapre la classifica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La discussione, che si protrarrà ben oltre il fischio finale, ruota attorno a un’azione di gioco cruciale avvenuta nel cuore della seconda frazione di gioco, quando l’arbitro, dopo una consultazione con il VAR, ha indicato il dischetto per un intervento di Pavlovic su Thuram, giudicato dai giudici di gara un fallo di piede netto e punibile con il massimo della penalità. Una decisione, questa, che Graziano Cesari ha definito tecnicamente corretta nell’analisi post-partita, sottolineando come il contatto, seppur frutto di un’azione rapida e concitata, ci fosse stato e fosse stato sanzionabile. L’epilogo di quella che poteva essere la rete del pareggio nerazzurro si è però trasformato nell’apoteosi del portiere rossonero Mike Maignan, il quale, dopo aver già neutralizzato un tiro dagli undici metri di Dybala in una precedente occasione, si è ancora una volta eretto a baluardo insormontabile, parando il tentativo di Calhanoglu e mantenendo inviolata la sua porta.

L'incubo dal dischetto e il fattore Maignan

Quella parata, che ha di fatto spento le ultime speranze interiste, non rappresenta un episodio isolato ma consolida una tendenza che vede il francese in uno stato di grazia particolare quando si tratta di calci di rigore, un vero e proprio amuleto per la sua squadra. Le sue prestazioni, del resto, trovano una conferma anche nei numeri del Fantacalcio, dove la sua media voto, dopo le prime dodici giornate del campionato di Serie A, ha subito un'impennata arrivando a toccare il 6.09, un dato sorprendente per un portiere che ha concesso solo nove reti e, appunto, neutralizzato due penalty, regalando punti preziosissimi alla sua formazione sia in campo reale che in quello virtuale.

Una geografia dei risultati che delinea due mentalità

Se un singolo risultato può essere considerato una casualità e due una coincidenza, una serie di tre sconfitte comincia a delineare un profilo comportamentale preciso. L’Inter, che pure domina e spesso stravince gli scontri con le squadre di metà classifica, ha collezionato proprio negli scontri diretti le sue uniche sconfitte stagionali, cedendo di fronte alla Juventus, al Napoli e ora nel derby, in quelle che erano le sfide più attese e che avrebbero potuto consolidarne il primato. Il Milan, al contrario, manifesta una tendenza diametralmente opposta: se a volte appare in difficoltà contro avversarie tecnicamente più modeste, lasciandosi sfuggire punti preziosi, diventa spietato e implacabile proprio nelle partite di cartello, come dimostrano, oltre al successo di ieri, le vittorie contro la Roma e il Napoli e il pareggio ottenuto con fatica in casa della Juventus.

Il sorpasso rossonero e la nuova corsa scudetto

Questa vittoria, la sesta consecutiva del Milan contro i cugini in tutte le competizioni, non si limita a consegnare i tre punti ma ha un peso specifico enorme nella dinamica del campionato, accorciando le distanze e riaccendendo una lotta per il primo posto che sembrava ormai compromessa. La striscia positiva in questa stracittadina, che nel 2023 era stata un monologo interista con cinque successi in cinque derby, si è completamente capovolta, con il club rossonero che ha chiuso l’anno solare con un bilancio di tre vittorie e due pareggi, un dominio che proietta la squadra di Pioli in una posizione di forza e getta un’ombra di dubbio sulla solidità di un’Inter che, nonostante il suo gioco brillante, fatica a tradurre la sua superiorità in risultati concreti quando la posta in gioco si alza.

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