Putin e l'arsenale nucleare: rischio concreto o semplice bluff?

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Vladimir Putin, il presidente della Federazione Russa, ha recentemente riaperto la discussione sull'arsenale nucleare del suo paese, adottando una strategia che sembra richiamare lo stile del "bastone e della carota". Da un lato, ha presentato un piano di modifiche alla dottrina nucleare russa, definendo l'uso delle armi atomiche come misura estrema per proteggere la sovranità e l'integrità della nazione. Dall'altro, ha rassicurato che non è in programma un aumento dell'arsenale nucleare.

Le nuove linee guida includono una lista ampliata di Stati e alleanze militari soggette a deterrenza nucleare, considerando l'aggressione da parte di una nazione non nucleare supportata da una dotata della Bomba come attacco congiunto. Questo cambiamento di rotta, secondo alcuni analisti, potrebbe avere effetti concreti nelle operazioni della Russia, ma il messaggio che arriva da Mosca potrebbe anche essere interpretato come un bluff.

Rafael Loss, policy fellow allo European Council on Foreign Relations, ha sottolineato che l'annuncio di una revisione della dottrina di deterrenza nucleare russa da parte di Putin ci lascia discettare su cosa significhi concretamente. Questo, secondo Loss, è proprio il punto: l'obiettivo perseguito dal leader russo è mantenere l'incertezza e la tensione, sia per l'Ucraina che per l'Occidente che sostiene Kiev nella guerra iniziata oltre 900 giorni fa.

Le minacce nucleari sono diventate routine per il Cremlino, che cerca di spegnere le paure delle armi nucleari russe con dichiarazioni rassicuranti. Tuttavia, la modifica alla dottrina militare per ampliare le possibilità di utilizzo di armi nucleari rappresenta un segnale forte.

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