Rose Villain e il Corpo come linguaggio: tra arte, polemiche e il rosso di un nuovo inizio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Rose Villain, voce che ha scandito gli ultimi anni della musica pop italiana con la sua trilogia discografica, chiude un ciclo e ne apre un altro, scegliendo il rosso come cifra di questa transizione. Un colore che, come ha confessato al Corriere della Sera, non ha mai realmente affrontato in precedenza e che oggi rappresenta per lei un vero e proprio nuovo inizio, un'evoluzione che passa sia attraverso le note sia attraverso la moda. Il rosso è infatti il filo che lega la copertina di “radio vega (after dark)”, il repack che celebra il percorso cominciato con “Radio Gotham” e proseguito con “Radio Sakura”, alla lingerie in pizzo indossata per la campagna natalizia di Yamamay, “It’s Christmas Time”, ambientata in un set innevato che rievoca l’atmosfera delle vacanze in montagna.

Il esibito come atto artistico e le critiche tossiche

Proprio in merito a questa collaborazione, che la vede protagonista assoluta, l'artista è tornata a parlare, con una schiettezza che le è caratteristica, del tema del e della sua rappresentazione pubblica. «Esibire il mio corpo è una forma d'arte», ha affermato Rose Villain, sottolineando come per lei non si tratti più di una semplice rivendicazione, bensì di un autentico strumento espressivo. Una posizione che, inevitabilmente, la espone a un flusso costante di commenti violenti e body shaming, dei quali ha voluto denunciare la natura tossica e sistematica. «Ogni giorno mi scrivono: "Se non fossi nuda", "se non avessi il seno grosso"...», ha rivelato, aggiungendo come, a suo avviso, «sia stato permesso all’odio e al bullismo di essere accettati silenziosamente» in certi ambienti, compreso quello musicale.

Un ritmo sostenuto e il desiderio di una pausa riflessiva

La carriera dell'artista, del resto, è proceduta a un ritmo serratissimo negli ultimi tre anni, un periodo durante il quale, per usare le sue stesse parole, ha «girato come una trottola». Oltre alla conclusione della trilogia discografica, sono infatti in fase di ultimazione le riprese della terza stagione di “Nuova Scena” per Netflix, progetto che l'ha vista coinvolta accanto alla continua attività di scrittrice di canzoni. Una mole di lavoro che, ora, la porta a desiderare un necessario cambio di passo. La cantante ha espresso infatti l'intenzione di prendersela «con un po’ di calma», dedicando più tempo a se stessa e alla sua famiglia, senza per questo abbandonare la creatività che la contraddistingue.

La scena pop italiana e il dibattito mai sopito

Le sue dichiarazioni riaccendono i riflettori su un dibattito mai realmente sopito, che periodicamente attraversa il panorama pop nazionale, riguardante proprio l'uso del e della sensualità come elementi dello spettacolo. Rose Villain, con la sua consueta franchezza, pone l'accento sulla dimensione artistica di questa scelta, svincolandola da mere letture polemiche o commerciali e interpretandola come una componente organica del proprio percorso espressivo. La campagna per Yamamay e l'uscita del repack discografico si configurano dunque come tappe di una narrazione coerente, in cui l'immagine e la musica dialogano, mentre sullo sfondo persistono, come una nota stonata, le reazioni di una parte del pubblico che fatica a scindere l'opera dalla persona.

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