Gasperini replica a Ranieri: “Mai screzi”. Ma il senior advisor avverte: “Pronto a farmi da parte”
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Redazione Sport
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La vittoria per 3-0 sul Pisa, firmata da una tripletta di un super Malen che riavvicina la zona Champions per una notte, passa quasi in secondo piano nell’agenda della Roma. A tenere banco, come spesso accade in queste fasi delicate della stagione, è la tensione palpabile tra i due volti principali dell’area tecnica giallorossa: da un lato l’allenatore Gian Piero Gasperini, dall’altro il senior advisor Claudio Ranieri. Una diatriba, ormai pubblica, che ha trovato il suo apice nelle dichiarazioni rilasciate prima e dopo il match dell’Olimpico, con i due protagonisti che si sono scambiati battute a distanza senza però mai cercare un faccia a faccia risolutivo.
Partiamo dalle parole del tecnico. Intervistato da Sky Sport al termine della sfida, Gasperini ha voluto innanzitutto sottolineare l’importanza di una reazione immediata dopo la serataccia di San Siro: “Indubbiamente sì, la partita si è messa bene subito dopo tre minuti – ha spiegato riferendosi all’avvio sprint dei suoi -. Non sono mai facili le partite in Serie A. Un’ottima reazione, non era facile, siamo lì, questi sono tre punti molto buoni per la classifica”. Tuttavia, quando il confronto si è spostato sul terreno scivoloso delle relazioni interne, Gasperini ha tentato una sterzata decisa, quasi una ritirata strategica, per evitare l’escalation. “Meglio che non si pronunci o si tiri in ballo l’Atalanta – ha replicato a chi gli chiedeva conto delle bordate ricevute -, che ha fatto cose straordinarie con giovani e meno giovani”. Una chiosa, quella sul suo glorioso passato, che suona come un avvertimento a non mescolare le carriere, ma anche una volontà di chiudere la polemica prima che diventi un caso insanabile. E a rafforzare questa linea, le dichiarazioni raccolte da LaRoma24 dove il mister ha ribadito: “Con Ranieri non ci sono mai stati screzi”.
La replica a muso duro del senior advisor
Se Gasperini prova a spegnere gli animi, la versione di Claudio Ranieri, espressa a caldo dal prato dell’Olimpico prima del calcio d’inizio, racconta una verità più articolata e punteggiata da frecciate a mezz’aria. Interpellato dai microfoni di Sky e DAZN, il senior advisor non ha gradito le insinuazioni del tecnico riguardo al mercato, in particolare quella frase che riduceva il successo degli acquisti ai soli Malen e Wesley. “Troppo facile dire Malen e Wesley – ha ribattuto Ranieri, come riportato da Il Messaggero e Calciomercato -. Abbiamo preso anche tutti gli altri, come Ferguson, e abbiamo perso tempo dietro a Sancho, che poi non è voluto venire”. La difesa di Ranieri si è fatta serrata: ha ricordato che tutti i giocatori arrivati in estate sono stati visionati e approvati da lui e dal tecnico, e che anzi, alcuni profili non sono stati presi proprio perché non piacevano all’allenatore.
Ma il punto più alto della tensione è arrivato quando Ranieri ha rivendicato il suo ruolo, specificando di non essere un semplice esecutore. “Io sono senior advisor della proprietà, non di Gasperini” ha tuonato, chiarendo che la sua presenza non è legata a un rapporto di sudditanza ma a una precisa volontà dei Friedkin. E sulla sua permanenza, il messaggio è stato glaciale: “Non faccio il garante di nessuno, pronto a farmi da parte. Amo la Roma, e come mi sono fatto da parte da allenatore, sarò pronto a farlo anche da senior advisor”. Una dichiarazione che mette i paletti al futuro e ribadisce la gerarchia.
Il retroscena sulla scelta di Gasperini
A gettare ulteriore benzine sul fuoco, o forse a spiegare la radice del malumore, è stato lo stesso Ranieri quando ha rivelato i retroscena della scelta dell’attuale tecnico. Secondo quanto riferito dal dirigente, la lista dei desideri per la panchina era composta da cinque o sei nomi, ma tre di questi avevano declinato l’invito. Solo a quel punto, con una rosa ristretta, la società ha optato per Gasperini. “Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta – ha ammesso Ranieri a DAZN -, per la capacità di partire con i giovani e portarli sui grandi palcoscenici. Ci aspettavamo quello che sta succedendo”. Questa ammissione, se da un lato legittima la scelta, dall’altro ridimensiona l’entusiasmo iniziale, presentando Gasperini come una soluzione di ripiego (seppur di lusso) piuttosto che come la prima scelta assoluta.
L’analisi del campo e la lotta Champions
Al di là delle scintille verbali, il campo ha comunque risposto presente per i giallorossi. La prestazione contro il Pisa, seppur contro un avversario modesto, ha ridato smalto a una squadra che veniva da una batosta pesante. Malen, spesso al centro delle discussioni tecniche per il suo rendimento altalenante, ha dimostrato di avere il killer instinct sotto porta, realizzando una tripletta che ha messo al sicuro il risultato già nella prima frazione. I tre punti conquistati permettono alla Roma di restare agganciata al treno per la quarto posto, mettendo pressione a Como e Juventus in attesa dei loro risultati. Se la tensione tra Ranieri e Gasperini possa tradursi in un ostacolo per questo rush finale o, al contrario, in uno stimolo in più, è una variabile che solo le prossime partite potranno chiarire. Per ora, la sensazione è quella di una tregua armata, dove l’obiettivo comune (la Champions) tiene insieme ciò che la comunicazione rischia di dividere.




