Conceição resta al Milan, ma la sua posizione è sempre più fragile
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La situazione al Milan, dopo l’ennesima batosta in campionato, rimane tesa, con Sergio Conceição che, nonostante le pressioni, non ha intenzione di dimettersi. La dirigenza rossonera, contestata aspramente ieri a San Siro, ha confermato la fiducia al tecnico portoghese, che guiderà la squadra anche nella prossima sfida a Lecce. Una partita cruciale, considerando che il Milan non può permettersi ulteriori passi falsi in una stagione già segnata da risultati deludenti.
Tuttavia, il clima attorno a Conceição è pesante. Sebbene abbia deciso di non abbandonare la panchina, spinto anche da un senso di orgoglio, molti si chiedono se non sarebbe più conveniente, per lui e per il club, un passo indietro. La sua permanenza, infatti, appare sempre più precaria, con una squadra che fatica a trovare continuità e un ambiente sempre più diviso.
Fabio Caressa, durante Sky Calcio Club, ha provato a sintetizzare la stagione del Milan attraverso sei immagini emblematiche. Tra queste, spicca quella di Theo Hernández e Rafael Leão, soli durante il cooling break nella partita contro la Lazio del 31 agosto, simbolo di una squadra che sembra agire senza una regia chiara. Un’immagine che, secondo Caressa, racconta una certa solitudine e una mancanza di coesione, problemi che persistono nonostante il cambio in panchina.
I numeri, del resto, parlano chiaro: una sola vittoria nelle ultime sei partite, tre sconfitte consecutive in campionato e l’eliminazione dalla Champions League contro il Feyenoord. Una crisi che era già esplosa sotto Paulo Fonseca e che non si è risolta con l’arrivo di Conceição. In molti, tra esperti e addetti ai lavori, credevano che il tecnico portoghese potesse invertire la rotta, ma le aspettative sono state disattese.
Dall’estero, intanto, arriva un’analisi approfondita sulla figura di Conceição. Pedro Cunha, giornalista portoghese vicino alle vicende del Porto, ha descritto l’allenatore come un personaggio “molto, molto complicato”, soprattutto quando le cose non vanno per il verso giusto. Un ritratto che, alla luce dei recenti risultati, sembra calzare a pennello con la situazione milanista.




