Israele sarebbe pronto ad attaccare l’Iran, mentre Washington teme ritorsioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo quanto riportato da diversi media statunitensi, tra cui il New York Times e Cbs News, Israele starebbe valutando un’operazione militare contro l’Iran nei prossimi giorni, agendo in modo autonomo e senza l’appoggio esplicito degli Stati Uniti. Fonti americane ed europee, citate dalle testate, confermano che l’amministrazione Trump, pur mantenendo aperta la missione diplomatica sul nucleare iraniano, avrebbe già preso precauzioni, consigliando ai cittadini e ai diplomatici di lasciare l’Iraq e altre aree del Medio Oriente.

La tensione, già alta dopo l’annuncio dell’evacuazione parziale di alcune ambasciate americane nella regione, è stata ulteriormente alimentata dall’ultimo rapporto dell’Aiea, secondo cui l’Iran avrebbe violato per la prima volta in vent’anni gli obblighi sull’arricchimento dell’uranio. Un dettaglio che, unito alle dichiarazioni passate di Tel Aviv sulla disponibilità a colpire, ha riacceso il dibattito sulla possibilità di un’azione militare preventiva.

Se da un lato gli Stati Uniti continuano a spingere per una soluzione negoziale – con un nuovo round di colloqui previsto in Oman domenica –, dall’altro Israele sembra aver mantenuto la propria linea dura, pur assecondando finora la richiesta di Trump di attendere. La domanda che circola tra gli analisti è quale sarebbe la reazione di Teheran a un eventuale attacco, considerando che i suoi siti nucleari, sebbene protetti, potrebbero essere vulnerabili a un’offensiva mirata.

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