Ubisoft, si riaccende il rumor di un'acquisizione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'industria videoludica, dopo la recente e mastodontica operazione che ha portato Electronic Arts a cambiare proprietario per una cifra di 55 milioni di dollari, potrebbe essere prossima a un nuovo, sismico, riassetto. I riflettori, in queste ore, si sono puntati con insistenza su Ubisoft, la software house francese celebre per saghe come Assassin's Creed e Far Cry, la cui stabilità sembra essere improvvisamente messa in discussione da una mossa finanziaria quanto mai inusitata. L'azienda, infatti, ha deciso di rimandare la pubblicazione dei consueti risultati semestrali e, contestualmente, di sospendere temporaneamente la negoziazione dei propri titoli in Borsa, una procedura che raramente viene attuata senza un motivo di assoluta rilevanza.
Le mosse che alimentano le voci
Proprio questo rinvio, un'azione che gli analisti interpretano come il preludio a un annuncio di portata epocale, ha dato ossigeno a una ridda di voci che ormai circolano da tempo. L'ipotesi più accreditata, sebbene non confermata ufficialmente da alcuna delle parti in causa, è che Ubisoft possa essere il prossimo, ambizioso obiettivo in una fase di consolidamento del mercato globale che non accenna ad arrestarsi. Si tratterebbe, in sostanza, di un'operazione analoga a quelle che hanno recentemente ridisegnato la mappa dei principali player del settore, con l'acquisto di Activision Blizzard da parte di Microsoft per una transazione da quasi 70 miliardi di dollari che ha fatto scuola.
Un acquirente oltreoceano, ma non americano
La particolarità dei rumor odierni, tuttavia, non risiede tanto nella possibilità di una vendita, quanto nell'identità del potenziale acquirente. Secondo alcune indiscrezioni che stanno guadagnando terreno, l'entità con la quale Ubisoft avrebbe avviato trattative in fase avanzata non avrebbe la propria sede legale negli Stati Uniti. Sebbene le fonti rimangano vaghe e anonime, questa circostanza aggiunge un ulteriore livello di complessità alla faccenda, suggerendo come la competizione per il controllo dei grandi studi di sviluppo sia ormai un affare che travalica i confini nazionali e i tradizionali poli di potere.
Un momento delicato per il colosso francese
La tempistica di queste speculazioni non appare casuale, giacché il publisher transalpino naviga in acque finanziarie non sempre tranquille, alle prese con performance altalenanti e il lancio di alcuni titoli di punta che, negli ultimi anni, non sono riusciti a soddisfare appieno le aspettative del pubblico. L'eventualità di un passaggio di proprietà, quindi, si configurerebbe come l'epilogo di un periodo di transizione e di difficoltà, rappresentando al contempo una svolta decisiva per il destino di migliaia di dipendenti e per il futuro delle sue franchise più iconiche, da Rainbow Six a The Division, senza dimenticare le nuove proprietà intellettuali in fase di sviluppo.




