Il valore della natura e del riciclo: Kate a Reggio Emilia tra i bambini e il “metodo” che guarda al futuro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La principessa del Galles, Caterina, ha scelto di trascorrere il suo secondo giorno in Emilia Romagna seduta tra i bambini, nel folto di un bosco che diventa aula, perché qui — come raccontano gli educatori — la natura è considerata la «terza insegnante». È accaduto durante la visita alla scuola dell’infanzia Salvador Allende di Reggio Emilia, dove Kate Middleton, giunta per conoscere da vicino il cosiddetto Reggio Emilia Approach, ha giocato all’aperto con i più piccoli, preso in mano alcuni animali e osservato con attenzione i segreti del mondo vegetale. Un’esperienza che lei stessa ha poi riassunto in un breve post sui social, descrivendo quegli spazi verdi come luoghi dove l’apprendimento si sviluppa attraverso il movimento, la curiosità e una connessione profonda con l’ambiente circostante. Nessun dettaglio superfluo, nessuna retorica: c’era invece la concretezza di chi, dopo aver affrontato cure per un cancro, ha scelto proprio questa tappa come primo viaggio ufficiale all’estero.

Nel laboratorio Remida, dove gli scarti diventano giocattoli

Prima di immergersi nel bosco, la principessa si è recata al centro di riciclaggio creativo Remida, sempre a Reggio Emilia. Qui i funzionari locali le hanno mostrato giocattoli realizzati con metallo riciclato e materiali plastici di scarto, provenienti da eccedenze industriali: un progetto che lega a doppio filo sostenibilità ambientale ed educazione nella prima infanzia, ancora una volta all’interno del celebre approccio reggiano. Kate ha osservato con interesse come un semplice tubo o una lamiera possano trasformarsi in strumento didattico, alimentando quella fantasia che i metodi tradizionali spesso imbrigliano tra i banchi. La visita ha confermato — semmai ce ne fosse bisogno — lo stile informale e al contempo meticoloso della futura regina, destinata a salire sul trono quando il principe William diventerà re. Nessuna rigidità cerimoniale, ma mani sporche di terra e attenzione per ogni piccolo dettaglio.

L’onorificenza del Tricolore e le due scuole simbolo

Nel corso della giornata, Kate è stata ricevuta nella Sala del Tricolore, dove le è stata conferita la più alta onorificenza locale, il Primo Tricolore. Subito dopo, si è spostata verso due istituti che rappresentano il cuore pulsante del modello educativo nato in città: la scuola Anna Frank e la stessa Salvador Allende. Mentre nella seconda prevale l’esperienza all’aria aperta, con i bambini che imparano osservando rane, tartarughe e anatre, la prima rientra invece nel novero delle 36 scuole comunali ispirate al «Reggio Approach», un metodo conosciuto a livello internazionale e studiato da decenni in pedagogia. La principessa, che si era presentata ai piccoli con un semplice «Sono Caterina, parlo poco italiano», ha ascoltato le insegnanti senza mai interromperle, annuendo e ponendo domande precise, come documentato anche da alcuni video diffusi nella giornata del 14 maggio 2026.

Un viaggio che accende i riflettori su un’eredità educativa

Quella di Kate non è stata una semplice passerella. L’ultima visita ufficiale della principessa all’estero risaliva al 2022, prima della lunga pausa dovuta alle cure. Eppure, nessuna nostalgia o autocitazione: il suo ritorno sulla scena internazionale ha puntato i riflettori su un patrimonio culturale specifico, quello di Reggio Children e dell’approccio che proprio da questa città emiliana si è diffuso in mezzo mondo. Tra una cascata di foglie e un laboratorio di riciclo, Caterina ha mostrato un’attenzione quasi maniacale per i particolari: il modo in cui un bambino impugna un ramo, la pazienza con cui un’altra bambina osserva una lumaca. Nessuna concessione alla retorica della «rinascita» dopo la malattia, nessuna parola spesa sul proprio stato di salute. Solo fatti, gesti, e quella capacità tutta inglese — ma qui riletta in chiave reggiana — di trasformare un’apparente semplicità in un messaggio politico ed educativo di lungo corso.

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