L‘assenza di Wolverine e il miraggio del nuovo God of War alla vigilia dello State of Play
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
La vigilia dello State of Play, in programma per la serata di domani, giovedì 12 febbraio, con diretta dalle 23.00 sui canali ufficiali PlayStation, si apre con una dicotomia che definiremmo quasi paradossale: da un lato la doccia fredda, netta e senza appello, per chi attendeva novità sostanziali su Marvel’s Wolverine, e dall’altro il frastuono assordante – sebbene ancora tutto da verificare – di un possibile “shadow drop” per un nuovo, piccolo capitolo della saga di God of War.
Sarebbe stata proprio Insomniac Games, lo studio first party che ha in cura le avventure dell’universo Marvel su PlayStation, a spegnere sul nascere qualsiasi entusiasmo residuo. Interrogato direttamente da un utente, come riportano diverse testate internazionali -1-4-9, l’account ufficiale dello sviluppatore ha risposto con laconica e gelida precisione: l’appuntamento per “nuove informazioni” è fissato alla “primavera 2026”. Una replica, questa, che nella sua stringatezza lascia comunque spazio a due distinte interpretazioni. La prima, la più letterale e probabilmente la più realistica, è che il Titolo dedicato a Logan, il mutante canadese dotato di artigli in adamantio e di un fattore rigenerante fuori dal comune, salterà a piè pari la vetrina di febbraio; la seconda, invece, contempla la possibilità – seppur remota, trattandosi di un profilo istituzionale – di un clamoroso depistaggio in vista di una comparsa a sorpresa sul palco virtuale -4. Ciò che appare ormai cristallizzato, al netto delle congetture, è la finestra di lancio, confermata tra il terzo e il quarto trimestre dell’anno in corso -9: un’esclusiva di peso specifico notevole, che Sony ha pianificato per la seconda metà del 2026 e che, nonostante il silenzio stampa imposto dagli sviluppatori, rimane uno dei cavalli di battaglia più attesi del parco first party.
Sull’altro fronte, quello del Dio della Guerra, il clima è diametralmente opposto e saturo di fibrillazione. Da tempo, ormai, si rincorrono indiscrezioni circa un progetto parallelo, una sorta di spin-off in 2.5D a scorrimento laterale dal sapore marcatamente Metroidvania, che riporterebbe Kratos alle origini greche. L’indiscrezione più rovente, ripresa da numerosi osservatori -2-5, riguarda la possibilità che questo titolo – attualmente in sviluppo presso Mega Cat Studios e il cui debutto era originariamente previsto per lo scorso anno, poi posticipato per implementare un comparto di doppiaggio degno di tal nome – possa non solo essere annunciato, ma letteralmente “lasciato cadere” (shadow drop) in concomitanza con l’evento. A soffiare sul fuoco ci hanno pensato alcuni youtuber spagnoli, in particolare una creativa conosciuta come Revenant, il quale ha lasciato intendere che la collaborazione con PlayStation Spain per il post-show potrebbe nascondere ben più di una semplice diretta di commento: l’ipotesi, suggestiva e accarezzata dai fan, è che al termine della trasmissione vi sia già qualcosa di giocabile -5. Jeff Grubb, insider di Giant Bomb e notoriamente ben informato, interpellato sulla questione, ha eluso con un sorriso, dichiarandosi nell’impossibilità di confermare ma nemmeno di smentire -2.
Lo State of Play, come da comunicato ufficiale di Sony -3-6, si preannuncia so: oltre sessanta minuti di trasmissione, un formato che non si vedeva da tempo, dedicati non solo alle produzioni interne ma anche a una robusta selezione di titoli third party e indie. Con Marvel’s Wolverine accantonato per la prossima primavera, il palinsesto dovrà necessariamente fare affidamento su altri nomi. Alcuni di questi sono già noti, come Saros di Housemarque, atteso per aprile, o lo sparatutto Marathon di Bungie; altri, invece, fluttuano ancora nella nebbia delle indiscrezioni, e fra questi il progetto di Cory Barlog e Santa Monica Studio rappresenta certamente la scheggia impazzita più affilata -1.
L’ora delle verità per i giochi first party e le produzioni indipendenti
La durata stessa della presentazione, un’ora piena di contenuti, impone una riflessione obbligata sulla necessità di riempire uno spazio tanto vasto senza cadere nel mero accumulo di trailer minori. Se da un lato la lista delle produzioni indipendenti e dei titoli giapponesi – si vocifera di un ritorno in grande stile per Fatal Frame II: Crimson Butterfly Remake e di novità per Monster Hunter Stories 3 -3 – garantirà una certa varietà, è indubbio che l’assenza di una superproduzione first party come Wolverine lasci un vuoto.
Il giallo del ritorno a Sparta: uno spin-off o qualcosa di più?
Ciò che rende il caso God of War particolarmente intrigante, al netto della mole di voci che lo circondano, è la natura stessa del progetto. Non si tratterebbe, è bene ribadirlo, del tanto agognato capitolo principale che proseguirà le avventure norrene di Kratos e Atreus, bensì di un’operazione nostalgica e potenzialmente sperimentale. L’ambientazione greca, abbandonata dopo God of War III, rappresenterebbe un azzardo commerciale – riportare i giocatori in un contesto narrativo già ampiamente esplorato – ma anche una mossa strategica per testare il pubblico su un formato ibrido, laterale, forse più economico e veloce da produrre. Se davvero Mega Cat Studios fosse all’opera su questo remake o reimagining in chiave Metroidvania, Sony potrebbe aver scelto la strada dell’effetto sorpresa, scavalcando la classica campagna marketing lunga mesi.
L’azzardo del silenzio di Insomniac e la strategia comunicativa
Di fronte a una dichiarazione tanto secca – “primavera 2026” – viene spontaneo chiedersi se Insomniac Games non stia deliberatamente giocando al ribasso. L’aver rivelato con largo anticipo la roadmap comunicativa, rinunciando a catalizzare l’attenzione su uno degli eventi chiave dell’anno fiscale Sony, potrebbe nascondere una volontà precisa: quella di non bruciare le tappe per un prodotto, Marvel’s Wolverine, che si preannuncia più maturo e violento del previsto, come emerso dal primo trailer gameplay diffuso lo scorso settembre. Attendere la primavera, per mostrare qualcosa di sostanzioso e definitivo, significherebbe entrare nel vivo della campagna promozionale a pochi mesi dall’uscita, evitando il logorio da lunga attesa che ha afflitto altri kolossal videoludici.




