Kristi Noem alla guida della FEMA
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Redazione Esteri
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Kristi Noem, governatrice del South Dakota, è stata recentemente nominata da Donald Trump per dirigere il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), incarico che include la gestione della FEMA (Federal Emergency Management Agency), l’agenzia che coordina gli aiuti in caso di calamità naturali. La nomina, tuttavia, non è ancora stata confermata dal Senato.
Noem, 52 anni e madre di quattro figli, è nota per le sue posizioni controverse, tra cui il negazionismo del cambiamento climatico. Durante la pandemia, si è rifiutata di imporre misure di sicurezza come l'uso della mascherina e il distanziamento sociale. Inoltre, ha suscitato scalpore per aver confessato, nel suo memoir "No Going Back", di aver ucciso a sangue freddo il suo cucciolo di cane Cricket perché troppo irrequieto. Questo episodio ha sollevato molte critiche, tra cui quelle di Michela Brambilla, deputata del gruppo Noi Moderati e fondatrice della Lega italiana difesa animali e ambiente (Leidaa), che ha definito Noem "disumana".
La nomina di Noem a capo del DHS, che controlla le frontiere e si occupa di immigrazione, anti-terrorismo, cybersecurity e disastri naturali, ha sollevato preoccupazioni tra gli attivisti per i diritti degli animali e i sostenitori delle politiche ambientali. La sua gestione della FEMA sarà osservata con attenzione, soprattutto alla luce delle sue posizioni negazioniste sul cambiamento climatico e delle sue azioni passate.
La nomina di Kristi Noem rappresenta un punto di svolta per il DHS e la FEMA, con implicazioni significative per la gestione delle emergenze e le politiche ambientali negli Stati Uniti




