Forte terremoto nel Messinese, magnitudo 4.8 con epicentro alle Eolie
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Redazione Interno
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Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 ha colpito il Messinese nel pomeriggio del 7 febbraio, alle 16:19, con epicentro localizzato in mare, tra le isole di Alicudi e Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie. La scossa, registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è stata avvertita distintamente non solo nella zona dell’epicentro, ma anche a Palermo e in altre località della Sicilia e della Calabria. Nonostante l’intensità del sisma, che ha provocato momenti di paura tra la popolazione, la Protezione Civile ha riferito che dalle prime verifiche non risulterebbero danni a persone o cose.
La terra, tuttavia, non ha smesso di tremare. Dopo la scossa principale, l’Ingv ha registrato altre otto repliche in meno di due ore, tutte di magnitudo inferiore. La più significativa, di magnitudo 3.4, è stata rilevata alle 17:26 a una profondità di 13 chilometri. «C’è una sequenza in corso dopo il sisma di magnitudo 4.8», ha spiegato Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, sottolineando che il terremoto è stato generato da una fascia in compressione, tipica dell’area geologica delle Eolie, nota per la sua attività sismica e vulcanica.
Tra i testimoni della scossa, Claudia Tripiciano, un’insegnante del liceo regionale di Santo Stefano di Camastra, nel messinese, ha raccontato di aver avvertito distintamente il terremoto mentre si trovava in auto, in pausa fuori dalla scuola. «In un primo momento pensavo che qualcuno stesse spingendo la mia automobile o che mi stessi sentendo male», ha detto, «poi ho capito che si trattava di un terremoto. La terra tremava e la scossa è durata a lungo».
Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha assicurato che le autorità sono pronte a intervenire in caso di necessità, monitorando costantemente la situazione. Le Eolie, del resto, sono un’area storicamente soggetta a fenomeni sismici, legati alla complessa dinamica geologica del Mediterraneo. L’evento di oggi, seppur di intensità moderata, ricorda la fragilità di un territorio che, nonostante la sua bellezza, nasconde un’attività tellurica spesso imprevedibile.




