Sinner, il ritorno a Riad per il torneo da sei milioni
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Redazione Sport
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Jannik Sinner, dopo aver archiviato il recente ritiro al Masters 1000 di Shanghai a causa di un affaticamento, ha già fatto ritorno in campo, atterrando a Riad con l'obiettivo di riconfermarsi nel Six Kings Slam, un evento che, sebbene non asseveri punti per la classifica mondiale, distribuisce compensi finanziari senza precedenti nella storia di questo sport. L'azzurro, reduce da un breve periodo di riposo e da intense sessioni di allenamento a Montecarlo sotto la guida del suo coach Simone Vagnozzi, ha inaugurato ufficialmente la sua avventura saudita il 12 ottobre, trovando ad accoglierlo, come di consueto nei suoi viaggi, una folla di sostenitori entusiasti che ne hanno reclamato l'autografo; un'ovazione, quella all'aeroporto, coronata dal dono tradizionale di fiori e di una tazza di tè, gesti che sottolineano la statura ormai globale del tennista di San Candido.
Un palcoscenico d'oro e l'assenza di punti Atp
La competizione, in programma da mercoledì 15 a sabato 18 ottobre, si distingue nettamente da tutto il circuito tradizionale per la sua struttura premiale, la quale garantisce a ciascuno dei partecipanti, indipendentemente dai risultati che conseguiranno sul campo, un "gettone di presenza" di 1,5 milioni di dollari, a cui se ne aggiungono altri 4,5 che verranno corrisposti al vincitore finale, portando così il montepremi complessivo a sfiorare la cifra astronomica di sei milioni di euro. Una ricchezza, questa, che compensa l'assenza di punti per il ranking Atp, un dettaglio non secondario per un giocatore come Sinner, il quale, nonostante tutto, persegue con determinazione la sua scalata verso la vetta delle classifiche mondiali, un obiettivo che rimane prioritario nonostante il fascino di simili ingaggi.
La difesa del titolo e il peso della forma fisica
Sinner approda a questo appuntamento nella veste di campione in carica, avendo egli stesso sollevato il trofeo nell'edizione precedente dopo una finale combattuta contro il rivale spagnolo Carlos Alcaraz; una vittoria che, sebbene conseguita in un torneo a carattere esibizionale, ha contribuito a consolidare la sua aura di atleta completo e capace di primeggiare anche in contesti estremamente lucrativi. La sua preparazione, come riportato, è stata curata meticolosamente per superare i problemi fisici emersi in Cina, un intoppo che non sembra aver minato la sua condizione ma sul quale il suo staff ha preferito non sorvolare, dedicandovi la giusta attenzione durante gli allenamenti nel Principato di Monaco.
L'accoglienza saudita e il calendario imminente
L'arrivo del tennista italiano in Arabia Saudita è stato caratterizzato da un calore che ormai lo accompagna in ogni trasferta, con decine di appassionati che hanno atteso il suo sbarco stringendo tra le mani le caratteristiche palline giganti da far firmare, un rituale che sembra ormai inseparabile dai suoi spostamenti. L'evento, che raduna alcuni dei migliori giocatori del panorama internazionale, rappresenta una parentesi scintillante nel fitto calendario agonistico, una pausa dorata prima del probabile rientro nei tornei che assegneranno i punti necessari per continuare quella risalita nel ranking che resta, per lui, una delle massime priorità.




