Salvini chiama Vance: trasporti, immigrazione e investimenti al centro del colloquio
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Redazione Interno
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Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico di 15 minuti con il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, durante il quale sono stati affrontati temi come i trasporti, l’immigrazione e la possibilità di avviare una missione statunitense con aziende italiane pronte a investire oltreoceano. L’incontro, avvenuto a margine dell’evento della Lega "Tutto un altro mondo, verso il congresso" in corso a Napoli, ha segnato un ulteriore passo nella strategia del leader leghista, che punta a rafforzare i legami con Washington, bypassando in parte le tradizionali vie diplomatiche.
Salvini, che ha invitato Vance a visitare Cortina, ha sottolineato come il dialogo abbia toccato anche questioni tecnologiche, tra cui il progetto Starlink di Elon Musk, senza però entrare nel dettaglio. La mossa, però, non è passata inosservata, soprattutto alla luce dell’imminente viaggio della premier Giorgia Meloni negli Stati Uniti, ancora in fase di organizzazione. Un derby silenzioso, quello tra i due leader di centrodestra, che vede Salvini giocare d’anticipo, provocando non poca irritazione a Palazzo Chigi.
La telefonata, che ha scavalcato anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rientra in una strategia più ampia, che mira a consolidare l’immagine del leader leghista come interlocutore privilegiato dell’amministrazione americana. Salvini, che non ha mai nascosto la sua vicinanza alle posizioni di Donald Trump, ha ribadito il suo ruolo di "più trumpiano dei trumpiani", confermando una linea politica che punta a distinguersi all’interno della coalizione di governo.
Oltre ai temi economici e infrastrutturali, il colloquio ha toccato anche questioni di politica internazionale, come la crisi ucraina. Salvini ha dichiarato di aver discusso con Vance della necessità di una tregua e di un dialogo tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, criticando al contempo l’approccio europeo, che prevede ingenti investimenti in armamenti. Una posizione che, se da un lato lo avvicina alle istanze più conservatrici d’Oltreoceano, dall’altro lo distanzia da alcuni partner europei.
La mossa di Salvini, però, non si limita a una semplice telefonata. Il vicepremier ha infatti annunciato l’intenzione di recarsi presto a Washington, accompagnato da una delegazione di imprenditori italiani, per approfondire i temi discussi e concretizzare eventuali accordi. Un’iniziativa che, se da un lato rafforza il suo profilo internazionale, dall’altro rischia di creare ulteriori attriti all’interno della maggioranza, già alle prese con equilibri delicati.
Intanto, mentre Salvini punta sugli Stati Uniti, Meloni si è concentrata sull’Europa, incontrando il presidente francese Emmanuel Macron per discutere della missione dei caschi blu in Niger. Due strategie parallele, che riflettono visioni diverse ma complementari, in un contesto politico sempre più frammentato e competitivo.




