The paper, Sabrina Impacciatore regina del caos nel nuovo spin-off di The Office
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con tutti gli episodi già disponibili in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, The Paper approda sul piccolo schermo portando con sé il caotico universo di una redazione giornalistica sui generis, erede diretta dello stile mockumentary che rese celebre The Office. La serie, che è stata già rinnovata per una seconda stagione, trasferisce le dinamiche disfunzionali d’ufficio tra le scrivanie di un quotidiano dell’Ohio, il Toledo Truth Teller, un tempo glorioso e oggi ridotto a un'ombra di sé stesso, come gran parte del giornalismo cartaceo. La maggior parte del suo storico edificio, ormai, è occupata da dipartimenti ben più redditizi della società madre, la Enervate, dediti alla vendita di carta igienica e forniture per ufficio, mentre al giornale resta solo una manciata di dipendenti.
La forza della natura di nome Esmeralda
Tra questi, a dominare la scena con una miscela rarissima di ironia e malinconia, c’è Esmeralda Grand, interpretata da una magnetica e imprevedibile Sabrina Impacciatore. La sua, dopo il successo internazionale di The White Lotus, è un’altra prova di carattere che conquista i critici, confermando la sua capacità di costruire personaggi complessi e sfaccettati. L’attrice, che ha accompagnato a Roma la presentazione della serie, definisce la sua Esmeralda una “truffatrice in guerra con il mondo”, caporedattrice ad interim eccentrica e manipolatrice il cui regno viene improvvisamente interrotto dall’arrivo di un nuovo direttore responsabile.
La guerra in redazione e il nuovo capo
Il nuovo arrivato è Ned Sampson, interpretato da Domhnall Gleeson, chiamato a guidare ciò che alcuni hanno definito una versione “al metadone” del celebre ufficio di Dunder Mifflin. Retrocessa, la Grand non si arrende e, accecata dal risentimento, mette in atto una sottile strategia di sabotaggio contro il neo-direttore, dando vita a quelle situazioni grottesche e surreali che sono il marchio di fabbrica della produzione. La commedia nasce proprio dallo scontro tra la sua logica spietata e distruttiva e i goffi tentativi di Sampson di imporre un ordine moderno e razionale in un ambiente che di razionale ha ben poco.
Un ritorno alle origini con uno sguardo nuovo
L’attrice, il cui percorso artistico è iniziato con Gianni Boncompagni prima di approdare a ruoli drammatici di respiro internazionale, torna dunque alla commedia in un formato che le permette di esplorare le sfumature di un personaggio profondamente ambiguo. Senza rivelare dettagli della trama, che si dipana tra gossip da ultima pagina e intrighi da corridoio, la serie si concentra sulle relazioni paradossali tra i pochi dipendenti rimasti, ognuno con le proprie idiosincrasie, in un luogo di lavoro che è metafora di un’industria in crisi di identità. La forza della narrazione risiede tutta nella capacità di mostrare, attraverso l’ingrandimento comico, le piccole tragedie e le aspirazioni del quotidiano.




