Alessandro Di Battista vigile a Cuba, attesa per il rientro in Italia: le ultime notizie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La finestra temporale per il rientro in Italia di Alessandro Di Battista, l'ex deputato del Movimento 5 Stelle colpito da un grave malore mentre si trovava a Cuba per un reportage, si stringe intorno alle giornate del 2 o 3 settembre, anche se l'ipotesi più accreditata al momento resta quella di giovedì 3. Lo si apprende da fonti vicine alla vicenda, che spiegano come l'intenzione sarebbe quella di anticipare il volo già a domani, ma difficilmente si riuscirà a organizzare il trasferimento prima di quella data.

Le condizioni di salute dell'ex parlamentare, sebbene si trovino in una fase di apparente stabilità, restano critiche e la sua trasportabilità è al vaglio dei medici, i quali hanno il compito di valutare se e a quali condizioni possa affrontare un volo di circa dieci ore.

Il quadro clinico e la presenza dei medici del Gemelli

Di Battista è ricoverato da sabato 29 agosto in una stanza al diciannovesimo piano dell'ospedale "Hermanos Ameijeiras" dell'Avana, dopo essere stato trasferito d'urgenza da Santa Clara, dove era stato inizialmente portato in seguito a forti dolori alla testa e a un malore che aveva fatto temere per la sua vita. A fornire un aggiornamento sulle sue condizioni è stata l'associazione "Schierarsi", fondata dallo stesso ex deputato, attraverso una nota del presidente Luca Di Giuseppe, che si trova al suo fianco nella capitale cubana.

"Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica", si legge nella nota, che invita a non divulgare informazioni non confermate dalla famiglia. A Cuba sono giunti, nel frattempo, due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma – un neurochirurgo e un rianimatore – inviati per assistere i colleghi cubani nelle cure e valutare la possibilità di un trasferimento in Italia.

La loro presenza, insieme a quella della compagna Sahra Lahouasnia e di alcuni amici stretti, ha avuto un effetto positivo sullo stato d'animo dell'ex deputato, che risulta lucido e in grado di rispondere ai messaggi e ai contatti sui social network.

Le ipotesi per il rientro e il no al volo di Stato

Per quanto riguarda le modalità del rientro, restano in campo due ipotesi principali: l'utilizzo di un volo di Stato, messo a disposizione dal governo, oppure il trasferimento con un'aeroambulanza privata. Quest'ultima soluzione sembra al momento quella più probabile, poiché lo stesso Di Battista, con cortesia e gratitudine, avrebbe declinato l'offerta del governo, affermando di essere coperto da una polizza assicurativa stipulata prima della partenza e che quindi il velivolo di Stato "non è necessario".

Secondo alcune ricostruzioni, le spese per il trasporto sanitario e per le cure sarebbero a carico dell'assicurazione; qualora i costi superassero i limiti previsti, potrebbero intervenire Il Fatto Quotidiano, per cui Di Battista stava realizzando il reportage, e il Movimento 5 Stelle, che potrebbe anche attivare una raccolta fondi. Il partito, con il leader Giuseppe Conte in costante contatto con la Farnesina e la famiglia, si sta occupando anche della logistica del viaggio.

La vicinanza delle istituzioni e le polemiche sui costi

L'ex deputato ha ricevuto in queste ore numerosi messaggi di solidarietà dal mondo della politica, e ha avuto anche un breve colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha garantito che il governo farà tutto il necessario per il rientro, come per qualsiasi cittadino italiano che si trovi in una situazione analoga all'estero. Il ministro ha riferito di aver trovato Di Battista "combattivo nel tono" e non indebolito nel morale, nonostante la situazione sia complessa.

Le polemiche sollevate sui social in merito a un possibile utilizzo di un volo di Stato e ai relativi costi sono state stigmatizzate da alcuni esponenti politici, come il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, che ha parlato di "infamità", ricordando come nel corso dell'anno siano già stati effettuati numerosi voli sanitari per cittadini italiani all'estero sulla base di criteri di gravità clinica e non certo di favoritismo.

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