Difesa e sicurezza, Attili: "Guerriglia a Torino, intollerabile aggressione alle forze dell'ordine"
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Redazione Interno
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La tensione che per giorni ha caratterizzato il quartiere Vanchiglia, a Torino, ha trovato una sua prima, formale ricostruzione nelle dichiarazioni del responsabile del dipartimento difesa e sicurezza della Uil, il quale, definendo i fatti di corso Regina una vera e propria “guerriglia”, ha espresso senza mezzi termini una condanna netta delle violenze accadute durante le operazioni di sgombero. Benedetto Attili, nel porre l’accento sulla necessità di non lasciare soli gli operatori in divisa, ha tracciato un collegamento diretto tra l’aggressione subita dalle forze dell’ordine e la cronica carenza di risorse nel settore della sicurezza pubblica, indicando nella mancanza di personale e di mezzi adeguati un moltiplicatore dei rischi per chi è chiamato a intervenire in contesti ad alta criticità.
La replica istituzionale del sindaco e il richiamo alla misura
A fronte di una polemica politica che ha rapidamente valicato i confini cittadini, assumendo toni spesso accesi, è intervenuto il primo cittadino, il quale ha scelto la sede del Consiglio comunale per lanciare un appello volto a smorzare gli animi. Stefano Lo Russo, pur senza entrare nel merito delle dinamiche operative dello sgombero, ha insistito più volte sul concetto di “misura”, rivolgendosi implicitamente a quelle forze politiche, soprattutto di area governativa, che hanno utilizzato l’episodio per una lettura in chiave nazionale dell’ordine pubblico. Le sue parole, concentrate sulla responsabilità delle istituzioni locali nel garantire il dialogo e la sicurezza di tutti, hanno rappresentato un tentativo di ricondurre la discussione entro un perimetro più circoscritto, quello di una gestione urbana complessa che deve fare i conti con una storia lunga quasi trent’anni.
La riappropriazione degli spazi e un progetto per il futuro
Mentre le transenne che bloccavano corso Regina Margherita sono state finalmente rimosse, ripristinando la normale viabilità in una zona a lungo presidiata, l’amministrazione comunale inizia a delineare il destino dell’immobile al civico 47. L’assessore ai Lavori pubblici ha avanzato pubblicamente l’ipotesi di destinare quello spazio, divenuto simbolo di un conflitto, a una “casa del quartiere”, un luogo di aggregazione e servizi per i residenti di Vanchiglia. Si tratta di una proposta che, seppur ancora in fase embrionale, mira a trasformare una pagina di chiusura in un’opportunità di riqualificazione sociale, cercando di andare oltre le lacerazioni provocate dalle operazioni di forza e dalle successive reazioni.
Le divisioni a sinistra e l’isolamento dei violenti
Le fratture provocate dai disordini di Torino, del resto, non si limitano al tradizionale scontro tra maggioranza e opposizione, ma hanno scavato un solco profondo anche all’interno dello schieramento progressista, costringendo molti a uscire da un iniziale imbarazzato silenzio. A rompere gli indugi è stato un senatore del Partito Democratico, il quale, in una intervista, ha esortato con forza i vertici del partito a prendere una posizione chiara e inequivocabile. Valter Verini ha sollecitato la segretaria Elly Schlein e l’intera dirigenza a “prendere a pedate” i responsabili delle violenze, isolandoli politicamente e sottraendo ogni possibile alibi a comportamenti che nulla hanno a che vedere, a suo dire, con la legittima protesta sociale. Una presa di distanza netta, che evidenzia la difficoltà di una parte della sinistra nel gestire il rapporto con frange antagoniste con cui, in altri contesti e per diverse battaglie, si sono spesso incrociate le strade.




