Concessioni balneari, il bando-tipo fissa le regole: gare entro il 30 giugno 2027

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato alla Conferenza unificata lo schema di bando-tipo nazionale per l'assegnazione delle nuove concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a finalità turistico-ricreativa e sportiva. Il documento, previsto dall'articolo 8 del decreto-legge 11 marzo 2026 n. 32, convertito con modificazioni dalla legge 8 maggio 2026 n. 71, rappresenta il modello di riferimento che le stazioni appaltanti dovranno seguire per bandire le gare.

L'obiettivo dichiarato è promuovere condizioni omogenee di affidamento su tutto il territorio nazionale, riducendo la frammentazione delle prassi territoriali che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni.

Durata dei titoli e avvio delle procedure

La bozza del bando-tipo prevede titoli concessori di durata compresa tra cinque e venti anni, con una modulazione legata all'entità degli investimenti proposti e alla complessità gestionale. Le gare dovranno essere avviate entro il 30 giugno 2027, termine ultimo fissato per dare attuazione al nuovo assetto competitivo. Fino all'effettivo subentro del nuovo concessionario, è prevista la continuità delle attività in capo al gestore uscente, in modo da scongiurare interruzioni del servizio di balneazione durante la fase di transizione.

La scadenza del 30 settembre 2027 rappresenta l'ultimatum per la piena operatività del sistema, come confermato dal quadro delle procedure di infrazione europee.

Indennizzi e criteri di premialità

Sul fronte degli indennizzi al concessionario uscente, il nodo resta tra i più controversi. La bozza riconosce la necessità di compensare gli investimenti non ammortizzati e i beni amovibili presenti sull'area demaniale alla scadenza del titolo, ma la quantificazione esatta rimane oggetto di confronto.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in una segnalazione dello scorso febbraio, ha contestato l'idea che l'indennizzo costituisca un diritto automatico e ha chiesto di circoscriverlo agli investimenti effettivamente non recuperati, escludendo il valore dell'azienda nel suo complesso per non scoraggiare la partecipazione di nuovi operatori. Nel testo resterebbe inoltre il punteggio extra per le strutture alberghiere con concessioni confinanti e la possibilità di offrire rialzi sul canone, elementi che hanno suscitato le critiche di parte della categoria.

La frattura dei concessionari pertinenziali

A margine del confronto istituzionale, il Coordinamento nazionale dei concessionari di pertinenze demaniali marittime ha denunciato la propria marginalizzazione nel processo di scrittura delle nuove regole. I pertinenziali, minoranza del comparto, gestiscono fabbricati in muratura costruiti sul demanio con capitale privato e incamerati allo Stato alla scadenza della concessione, sostenendo canoni più elevati e oneri manutentivi su beni di cui non sono proprietari.

Il legale della categoria, Bartolo Ravenna, ha affermato che nella bozza la parola "pertinenza" non comparirebbe in senso tecnico e ha annunciato una battaglia "senza esclusione di colpi". Il Coordinamento chiede il riconoscimento della pertinenza come tipologia concessoria autonoma, con durata e criteri di valutazione proporzionati alla specificità gestionale.

Il quadro europeo e le incognite sulle gare

Sullo sfondo resta aperta la partita europea. Con l'ordinanza del 10 luglio 2026 nella causa C-574/25, Balneari Rimini II, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che l'obbligo di gara previsto dall'articolo 12 della direttiva Bolkestein presuppone che le autorizzazioni disponibili siano limitate dalla scarsità della risorsa naturale, circostanza che spetta all'autorità nazionale competente accertare sotto il controllo del giudice nazionale.

Il governo italiano aveva già rilevato l'insussistenza di tale scarsità con nota del 6 ottobre 2023, ma la Commissione europea aveva respinto quell'accertamento nel parere motivato del 16 novembre 2023, nell'ambito della procedura d'infrazione 2020/4118. Il bando-tipo dovrà ora fare i conti con questo quadro giuridico ancora in movimento, mentre il SIB-Fipe Confcommercio e la Fiba Confesercenti hanno chiesto che il documento sia vincolante per gli enti concedenti e che vengano fissati limiti numerici nell'aggiudicazione per evitare concentrazioni.

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