Ricerche del corpo di Jeirom Beylen, il lago di Como sfida i soccorritori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le ricerche del corpo di Jeirom Beylen sono ripartite all’alba del 15 agosto dopo la sospensione notturna dovuta alla scarsa visibilità nelle acque del lago di Como, davanti a Lenno, nel territorio di Tremezzina. Il 21enne, residente a Bergamo e originario di Biella, era scomparso dopo essersi tuffato da un’imbarcazione e non era più riemerso. Il giovane si trovava sul lago insieme alla fidanzata e, secondo quanto ricostruito, potrebbe essere annegato dopo un possibile choc termico.

Le operazioni di ricerca erano iniziate subito dopo l’allarme e hanno coinvolto diversi mezzi impegnati nella zona indicata dalla Sala Operativa dell’L.R.S.C. del Reparto Operativo della Guardia Costiera di Milano. Durante la prima fase sono state utilizzate unità della Guardia Costiera del 3° Nucleo del Lago di Como, mezzi dei Vigili del Fuoco ed elicotteri del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco arrivato da Torino. L’area è stata controllata più volte prima dell’interruzione temporanea causata dall’assenza di condizioni adeguate per proseguire le attività durante la notte.

Le ricerche nel lago di Como ripartono con sonar e Rov

Con le prime ore del mattino sono tornati in azione gli specialisti arrivati dal 5° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Genova, impegnati nella scansione dei fondali attraverso Rov e sonar. Le operazioni si concentrano su un tratto del lago di Como particolarmente complesso per la profondità, visto che nella zona davanti a Tremezzina il fondale arriva oltre i 300 metri. La ricerca del 21enne disperso prosegue quindi con strumenti specifici per individuare eventuali elementi utili nelle acque profonde.

La zona interessata dalla scomparsa del giovane è quella antistante Lenno, dove venerdì 14 agosto si è verificato il tuffo dal quale il 21enne non è più riemerso. A garantire la sicurezza dell’area durante le operazioni sono presenti anche i mezzi navali della Polizia di Stato e del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza. L’attività dei soccorritori continua con il coordinamento delle strutture impegnate nella ricerca.

Il disperso dopo il tuffo davanti a Tremezzina

Il giovane era a bordo di una barca con la fidanzata quando si è immerso nelle acque del lago di Como. Dopo il tuffo si sono perse le sue tracce e sono scattati gli interventi di soccorso per cercare di localizzarlo. Le ricerche hanno interessato un’area ampia e hanno richiesto l’impiego di squadre specializzate, mezzi navali e apparecchiature dedicate alla ricerca subacquea.

La giornata di sabato 15 agosto è stata caratterizzata dalla prosecuzione delle attività senza interruzioni da parte degli operatori coinvolti. La presenza dei sommozzatori della Guardia Costiera, insieme a sonar e Rov, è legata alla necessità di operare in un ambiente dove la profondità del lago rende le verifiche particolarmente impegnative. Le squadre continuano a lavorare nel tratto di lago dove il 21enne residente a Bergamo è stato visto inabissarsi.

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