Sicurezza stradale in Italia: un dibattito acceso
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Redazione Interno
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La questione della sicurezza stradale in Italia è tornata alla ribalta a seguito di una serie di eventi recenti. Il dibattito si è infiammato quando un individuo noto come "Fleximan" ha abbattuto diversi autovelox in varie zone del Nord Italia. Nonostante le dichiarazioni del procuratore di Treviso, Marco Martani, che il sostegno social per l'autore degli abbattimenti potrebbe configurare l'apologia di reato, c'è chi ancora solidarizza con Fleximan.
Il caso degli autovelox abbattuti
Alcuni sindaci, come la prima cittadina di Villanona, Sarah Gaiani, hanno mostrato cedimenti dichiarando che l'autovelox abbattuto nel loro territorio probabilmente non verrà reinstallato. "Dobbiamo tenere conto anche del dissenso delle persone, se c'è chi arriva a tanto non possiamo ignorarlo", ha detto Gaiani al Corriere del Veneto.
Il limite dei 30 all'ora
Qualche settimana fa, un piccolo incidente stradale a Milano ha messo in luce come il famoso divieto di superare i 30 all’ora imposto dal sindaco di Bologna, e guardato con interesse dai primi cittadini di altre città, non sia la soluzione ai problemi di sicurezza stradale.
Autovelox e la sicurezza stradale
L'Italia ha 11.130 autovelox contro i 4.700 della Germania e i 3.780 della Francia. Tuttavia, non si è visto uno studio in cui si dimostra che – con questi esagerati controlli e limiti – le strade italiane sono più sicure di quelle tedesche e francesi. Per questo in molti pensano che "il nostro sistema nasconde altro". Autovelox e 30 all'ora, "rientrano nel clima ideologico del decennio a guida progressista, improntato all’eccessiva tendenza a tassare, 'sorvegliare e punire'".




