Febbre a 40 gradi e virus in agguato: i medici spiegano come affrontare il picco influenzale
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Redazione Salute
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Il freddo pungente delle mattine, riducendo le difese naturali delle prime vie aeree, ha creato il terreno ideale per la circolazione dei patogeni, mentre la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia costituisce un ulteriore volano per la diffusione dei contagi, destinati a rimanere elevati ancora per diverse settimane. Una situazione, questa, che sta mettendo a dura prova molte famiglie, costrette a gestire febbre alta, tosse insistente e disturbi gastrointestinali, in un periodo che, tra l’altro, vede anche la presenza di una variante virale in grado di eludere parzialmente la protezione offerta dalla campagna vaccinale. Dall’inizio della stagione, come confermano i dati di sorveglianza, sono circa sette milioni e mezzo le persone che hanno dovuto fare i conti con l’influenza o con le sue forme similari, numeri che rendono l’idea di un’ondata particolarmente impattante.
Il parere dello specialista: sintomi e terapie appropriate
Ignazio Grattagliano, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale, offre una linea chiara di comportamento da seguire in caso di malessere. “In presenza di sintomi influenzali”, sottolinea, “la raccomandazione è di assumere terapie che intervengano sui sintomi”. Tra i principi attivi più indicati viene menzionato il paracetamolo, definito molto efficace sia come analgesico che come antipiretico e considerato generalmente sicuro se impiegato rispettando scrupolosamente le dosi consigliate dal medico o dal foglietto illustrativo. Un punto fermo, ribadito con forza dagli esperti, riguarda l’uso improprio degli antibiotici: trattandosi di infezioni di origine virale, questi farmaci non solo risultano inefficaci, ma il loro ricorso “fai da te” può rivelarsi dannoso. La loro assunzione, spiega Grattagliano, deve sempre seguire una valutazione medica ed essere riservata ai soli casi in cui sia effettivamente necessaria, ad esempio per complicanze di tipo batterico.
I quattro consigli del virologo per orientarsi
Anche il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano, interviene sull’argomento, fornendo alcune indicazioni pratiche per affrontare al meglio i malanni di stagione. Il primo punto riguarda la gestione della febbre, che non va sempre e comunque contrastata in modo aggressivo, poiché rappresenta una risposta naturale dell’organismo all’infezione; il secondo consiglio verte sulla necessità di evitare, come già sottolineato, l’autoprescrizione di antibiotici. Pregliasco raccomanda inoltre di non trascurare mai l’idratazione, elemento cruciale soprattutto in presenza di stati febbrili o di sintomi gastrointestinali, e di considerare l’utilizzo di probiotici, i quali possono supportare l’equilibrio della flora intestinale, messo a repentaglio sia dal virus stesso che da eventuali terapie farmacologiche.
Il quadro locale e l’attesa del picco massimo
La diffusione del virus non mostra sostanziali differenze geografiche, interessando in modo uniforme tutto il territorio nazionale. Anche ad Ascoli Piceno, ad esempio, durante le festività molti cittadini hanno trascorso giorni a letto con sintomi severi. Claudio Angelini, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Territoriale locale, conferma come si stia assistendo a un marcato incremento delle infezioni respiratorie, rappresentate in larga parte proprio dal virus influenzale. I numeri nazionali, del resto, parlano di oltre ottocentomila nuovi casi registrati nella sola ultima settimana, una cifra che lascia presupporre che il picco massimo dei contagi, atteso ormai a breve, non si sia ancora materializzato, prolungando così la fase acuta dell’epidemia stagionale.




