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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nvidia ha riunito sei dei maggiori soggetti di capitale istituzionale che si sono impegnati per oltre 500 miliardi di dollari per costruire l’infrastruttura per data center necessaria ai suoi chip. L’azienda ha trasformato il suo rischio più grande nel suo catalizzatore principale, facendo finanziare la realizzazione dell’espansione da capitali esterni. Nvidia sale di oltre l’1% in pre-market dopo l’annuncio e il titolo recupera quasi il 3% perso lunedì in una sola seduta.

La potenza di calcolo, il cosiddetto «compute», per la prima volta diventa una classe di investimento a sé, al pari di un immobile o di un'obbligazione, e il ceo Jensen Huang lo ha detto chiaramente: «Nell'AI il compute è ricavo».

Il maxi-patto tra Nvidia e i fondi di Wall Street

Nvidia ha annunciato un accordo da 500 miliardi di dollari con un gruppo di banche e fondi statunitensi, tra cui Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR, per finanziare le infrastrutture dell'intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di creare piattaforme indipendenti di finanziamento del calcolo, destinate a sostenere l'ecosistema Nvidia, dai principali laboratori di intelligenza artificiale alle imprese fino ai cloud AI.

Le partnership, siglate attraverso memorandum d'intesa e subordinate alla sottoscrizione degli accordi definitivi, puntano a costituire le prime piattaforme di questo tipo su scala globale, creando pool di capitale dedicati a tassi competitivi per i clienti dell'azienda.

Il «compute» come nuova classe di investimento

Per Jensen Huang, fondatore e ceo di Nvidia, la società «ha raggiunto una tappa importante. Abbiamo iniziato costruendo chip; oggi stiamo contribuendo a creare una nuova classe di infrastrutture produttive e investibili: le fabbriche di intelligenza artificiale». Il manager ha sottolineato che «nell'AI, il calcolo è ricavo» e che Nvidia si sta impegnando a riunire «i principali fornitori di capitale a lungo termine a livello mondiale per garantire in modo indipendente le infrastrutture per l'AI».

La struttura degli interventi si concentrerà principalmente sul finanziamento del debito, con Goldman Sachs che agirà come unica banca d'affari, posizionandosi come capofila nelle future emissioni di debito pubblico.

La tensione sullo Stretto di Hormuz e il rischio per i mercati

Mentre i mercati guardano con interesse all'iniziativa di Nvidia, il contesto geopolitico resta dominato dalla tensione sullo Stretto di Hormuz. Il fallimento del dialogo diplomatico tra Stati Uniti e Iran e la paralisi delle rotte marittime nel Medio Oriente continuano a scuotere il mercato energetico globale, con il Brent che ha toccato quota 88 dollari al barile.

A congelare le trattative è la distanza tra l’intesa tecnica sull’Oman e le pretese politiche: l’Iran esige la revoca delle sanzioni ed il risarcimento dei danni, mentre il presidente statunitense Donald Trump pretende indennizzi per le vittime dei conflitti regionali. In questo stallo, i flussi netti di greggio attraverso il canale sono precipitati a soli 3 milioni di barili al giorno contro i 20 milioni della fase pre-bellica.

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