Nicolas Maupas chiude Venezia 2026: «Questa Mostra è intensa, reale e necessaria»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nicolas Maupas ha attraversato l'83esima Mostra del Cinema di Venezia con un ruolo inedito, quello di conduttore. Affiancato da Greta Scarano, l'attore ha aperto e chiuso la kermesse venezuelana, salendo sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema per la cerimonia di premiazione di sabato 12 settembre. Un impegno che lo ha visto dividersi tra il Lido e un set ancora segreto, con continui spostamenti mentre il festival proseguiva.

A poche ore dalla serata conclusiva, ha raccontato la sua esperienza, definendo questa edizione «intensa, reale e necessaria», capace di mettere i riflettori sulle questioni importanti del nostro tempo.

Il debutto da conduttore e la sorpresa della proposta

La proposta di condurre le serate che incorniciano la Mostra è arrivata inaspettata. «Ero molto sorpreso e anche abbastanza incredulo, non mi sembrava vero», ha ammesso l'attore, che ha condiviso il palco con George Clooney premiato alla carriera durante la cerimonia inaugurale. Un ruolo nuovo, complesso e formativo, che lo ha portato a confrontarsi con la responsabilità di rappresentare una generazione che sta cominciando a crescere.

Nonostante l'emozione, Maupas ha affrontato la conduzione con crescente consapevolezza, come ha raccontato mentre si apprestava a entrare in sala per vedere Naza, il documentario che ha ricevuto venticinque minuti di applausi.

La visione del cinema e il rapporto con il pubblico

Per Maupas il cinema non si esaurisce in una sola funzione. «Ogni film ha il suo intento, quindi sicuramente il cinema è uno strumento anche di denuncia, di contestazione sociale, di sensibilizzazione. Può fare tanto, ma è anche uno strumento di intrattenimento che racconta d'arte, e l'arte può essere fine a sé stessa», ha spiegato. Una riflessione che arriva al termine di una Mostra segnata da titoli politicamente impegnati, come il già citato Naza, dedicato al sistema di attacco alla Striscia di Gaza, e da un dibattito acceso sulle scelte del direttore artistico Alberto Barbera.

L'outfit Prada e il dettaglio dei polsini rosa

Sul red carpet della cerimonia di chiusura, Maupas ha sfoggiato un completo total black firmato Prada, caratterizzato da un dettaglio destinato a far discutere: i polsini della camicia risvoltati sopra le maniche della giacca in un rosa acceso. Un contrasto cromatico che ha spezzato la continuità del nero opaco, catalizzando l'attenzione della Sala Grande e illuminando i movimenti delle mani durante la conduzione.

La giacca monopetto a tre bottoni, con linea leggermente allungata e taglio asciutto, e i pantaloni fluidi a gamba dritta hanno completato una silhouette che si è distaccata dallo smoking tradizionale.

La cerimonia di chiusura e i premi

La serata conclusiva ha visto la proclamazione dei vincitori, con il Leone d'Oro andato a Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy. La giuria internazionale presieduta da Maggie Gyllenhaal ha assegnato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a John Malkovich per Wild Horse Nine e quella femminile a Mathilde Arcel per Woman Unknown. Tra i riconoscimenti italiani, Riccardo Scamarcio ha vinto nella sezione Orizzonti come miglior attore per I figli della scimmia, dedicando il premio «a tutti i papà del mondo, quindi anche il mio».

La cerimonia è stata trasmessa in diretta su Rai 3 a partire dalle 20.00, preceduta dalle 18.45 dall'arrivo degli ospiti sul red carpet in streaming su RaiPlay.

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