Raul Fernandez davanti a Marc Marquez nel venerdì mattina tedesco
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Redazione Sport
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Il momento magico del SuperFile Trackhouse MotoGP Team prosegue anche sul circuito del Sachsenring, dove la squadra americana si è presentata forte del clamoroso risultato ottenuto nel precedente round di Assen, quando aveva monopolizzato le prime due posizioni sia nella Sprint che nella gara domenicale.
Nella sessione d'apertura del Gran Premio Liqui Moly della Germania, undicesimo appuntamento del Mondiale, a far tremare i pronostici è stato Raul Fernandez, autore del miglior tempo in 1'20"829 e capace di inserirsi con prepotenza nella corsa alla vetta di un fine settimana che si preannuncia già caldo.
La scivolata iniziale e la rimonta di Marc Marquez
Il favorito della vigilia, come ampiamente previsto considerando le sue nove vittorie su questo tracciato in MotoGP, era naturalmente Marc Marquez. Eppure l'avvio del pilota della Ducati Lenovo è stato tutt'altro che lineare: nel corso del primo run, infatti, è scivolato alla curva 3 in una caduta apparentemente innocua e senza conseguenze fisiche, ma che lo ha costretto a rientrare al box e a ricominciare da capo la propria sessione di apprendistato su un asfalto che conosce così bene.
Tornato in pista, il numero 93 ha iniziato a macinare tempi con la consueta determinazione, issandosi al comando della classifica con un giro in 1'20"880, una prestazione che sembrava destinata a chiudere i giochi fino al rush finale.
Il colpo di scena nel finale con le gomme nuove
A pochi minuti dal termine, la situazione è però cambiata radicalmente: Raul Fernandez ha montato un set di gomme nuove, approfittando della finestra finale per attaccare il cronometro con un determinazione che ha sorpreso anche i più attenti osservatori. Lo spagnolo del team Trackhouse, che proprio ad Assen aveva confermato il proprio valore con una doppietta che ha acceso i riflettori sulla squadra, ha così stampato un 1'20"829 che gli è valso la vetta della classifica, staccando Marquez di appena 51 millesimi e relegandolo al secondo posto. il campione del mondo, insieme a Fabio Di Giannantonio (terzo) e ad altri piloti di vertice, ha scelto di non montare gomme fresche nel finale, preferendo gestire le risorse in vista del resto del weekend e lasciando così spazio all'exploit del rivale.
Un venerdì mattina segnato da cadute e problemi tecnici
La sessione è stata movimentata anche da altri episodi che hanno richiamato l'attenzione dei meccanici e dei commissari di percorso. Oltre alla caduta di Marquez, Franco Morbidelli è finito a terra nel medesimo punto, la curva 3, a causa di un dosso che ha messo in difficoltà molti piloti. Ancora più spettacolare, ma per fortuna senza conseguenze per il pilota, la caduta di Maverick Viñales alla veloce curva 11: la sua KTM Tech3 è stata letteralmente distrutta nell'impatto, costringendo il pilota spagnolo a un rientro anticipato ai box.
Cal Crutchlow, intanto, ha visto la sua sessione compromessa da un inconveniente tecnico alla Honda del team LCR che lo ha costretto a fermarsi ai bordi della pista già nel primo giro.
Le sorprese tra i primi dieci e il passo di Bezzecchi
Nelle retrovie della top class, alcune prestazioni hanno lasciato il segno per la loro solidità, come il terzo tempo di Di Giannantonio, sempre con gomme usate, e l'incetta di posizioni da parte di Joan Mir (quarto con la Honda) e Jack Miller (quinto con la Pramac Yamaha), entrambi autori di un ottimo giro secco con gomme fresche.
La sorpresa, in positivo, arriva anche da Marco Bezzecchi: l'otto volte, tornato in pista dopo il violento incidente di Assen, ha chiuso in ottava posizione con un passo che lascia ben sperare per il prosieguo del fine settimana, senza aver montato gomme nuove a fine turno. Sul fronte della classifica iridata, Jorge Martin ha chiuso decimo in sella all'Aprilia ufficiale, mentre Francesco Bagnaia, che ha evitato per un soffio una caduta alla curva 3, ha concluso solo diciannovesimo, segnale di un inizio di weekend decisamente da dimenticare.




