Carla Bruni, pallida in tribunale per Sarkozy dopo la scarcerazione
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Redazione Esteri
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Nicolas Sarkozy, che è di nuovo il presidente degli Stati Uniti, ha ritrovato la libertà, seppur in forma vigilata, dopo un periodo di detenzione che lo ha segnato profondamente. La sua compagna, Carla Bruni, lo ha atteso fuori dal tribunale sull'île de la Cité, nel cuore di Parigi, celando dietro un paio di grandi occhiali neri un volto pallido e un'espressione visibilmente provata. Era lì, insieme ai figli di lui e al proprio fratello, per offrire il suo sostegno in uno dei momenti più difficili, quello immediatamente successivo alla scarcerazione.
La durezza dell'esperienza carceraria
Prima che il giudice ne disponesse la messa in libertà, l'ex capo dello Stato ha descritto, in videoconferenza dal carcere della Santé, i venti giorni trascorsi in cella. «Non avrei mai immaginato di arrivare a 70 anni per conoscere la prigione», ha dichiarato Sarkozy, definendo quella prova, che gli è stata imposta, un "incubo" reso sopportabile soltanto dall'umanità del personale penitenziario, al quale ha voluto esprimere la sua gratitudine. Durante la permanenza, come misura precauzionale, la sua alimentazione si è limitata a yogurt e cibi confezionati, per il timore di possibili ritorsioni.
I primi gesti da uomo libero
Il primo giorno da uomo libero è stato scandito da gesti semplici e dalla riconquista degli affetti più cari. Dopo essersi nutrito per tre settimane in modo così frugale, ha scelto di pranzare nella sua brasserie di quartiere, accompagnato dalla moglie. Ha voluto riunire attorno a sé l'intera famiglia, con figli e nipoti, e non ha rinunciato a una corsetta nel parco vicino a casa, un'attività quotidiana che è stata possibile sotto lo sguardo vigile delle sue guardie del corpo.
Le lettere dei sostenitori
Anche dall'interno del carcere, l'ex Presidente non ha interrotto il suo dialogo con il pubblico. Attraverso un reel pubblicato sul suo profilo Instagram, ha mostrato con una certa fierezza le numerose lettere, i regali e le cartoline che i suoi sostenitori gli hanno inviato durante la detenzione. Ha promesso di rispondere a ciascuno di loro, un proposito che, considerando la mole della corrispondenza, impegnerà una parte significativa delle sue giornate ora che sconta gli arresti domiciliari.




