Il mondiale a Norris, i conti in banca a Verstappen: la top ten dei paperoni della Formula 1
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Redazione Sport
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Mentre il fumo degli pneumatici sul tracciato di Yas Marina si è ormai dissolto, sigillando il mondiale piloti a favore di Lando Norris, un altro tipo di classifica, forse meno effimera, viene resa pubblica in questi giorni, rivelando cifre da capogiro. A svettare, in un panorama dove gli ingaggi continuano a crescere a dismisura, non è il nuovo campione del mondo britannico, bensì Max Verstappen, il cui dominio sportivo degli anni passati si è trasformato in una supremazia economica difficilmente scalzabile. Il pilota olandese della Red Bull, infatti, ha chiuso la stagione 2025 con un'entrata complessiva di 76 milioni di dollari, consolidando un primato che ormai dura da quattro anni consecutivi e che lo pone al vertice incontrastato della graduatoria stilata dalla rivista Forbes.
Un mercato in piena espansione
La ricchezza complessiva generata dal circus della Formula 1, del resto, appare in costante e vigorosa ascesa, con un aumento del 15 per cento rispetto all'anno precedente e una crescita addirittura del 72 per cento se si prende come riferimento il 2021, quando la nota pubblicazione iniziò a redigere questa speciale classifica. I diechi piloti più remunerati, stando ai calcoli, hanno incassato una somma che si aggira attorno ai 310 milioni di euro, una cifra che riflette l'enorme valore commerciale raggiunto dalla categoria. A differenza di quanto si fa per atleti di altri sport, l'analisi si concentra esclusivamente su compensi diretti, ovvero stipendi e bonus legati ai risultati sportivi, tralasciando volutamente gli introiti derivanti da sponsorizzazioni personali o attività imprenditoriali, i quali andrebbero a gonfiare ulteriormente, e di molto, il totale.
Hamilton stella, Antonelli sorpresa
Alle spalle di Verstappen, in questa speciale graduatoria del denaro, si piazza Lewis Hamilton con 70,5 milioni di dollari, a conferma di uno status iconico che trascende le prestazioni in pista e si traduce in un potere contrattuale senza eguali, fatta eccezione per il leader della classifica. Il terzo gradino del podio, invece, spetta proprio al neo campione del mondo Lando Norris, il quale ha totalizzato 57,5 milioni di dollari, cifra alla quale va aggiunto un bonus stimato in 10 milioni per la conquista del Titolo iridato. Uno scarto significativo separa i primi tre dal resto del gruppo: Charles Leclerc, ad esempio, pur guidando una Ferrari e terminando la stagione al quarto posto in campionato, ha incassato 30 milioni, poco più della metà di Hamilton. Fra i dati che colpiscono, spicca quello relativo al debuttante Kimi Antonelli, il quale, nonostante sia al suo primo anno in Formula 1, ha già guadagnato un posto nella top ten, a dimostrazione di come il talento più acclamato venga remunerato in modo sostanzioso fin dal suo esordio.
Il valore dei team alle stelle
Questa impennata nelle remunerazioni dei piloti non è che il riflesso di un ecosistema finanziario in salute, dove i team vedono crescere costantemente il proprio valore. Secondo le stime più recenti, il fatturato medio di una scuderia di Formula 1 ha toccato, nella scorsa stagione, i 430 milioni di dollari, mentre la valutazione media di ciascuna di esse è salita a 3,6 miliardi. Sono numeri che spiegano, senza bisogno di molte parole, la disponibilità economica necessaria per trattenere i campioni e assicurarsi le promesse più luminose, in un meccanismo dove il successo sportivo e gli investimenti finanziari si alimentano a vicenda in un circolo virtuoso, almeno per chi riesce a restare in testa.




