Real-Inter, il duello tra Mou e Chivu e la sfida di Lautaro: "Abbiamo le nostre armi"
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Redazione Sport
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La vigilia del grande esordio in Champions League, che vedrà l'Inter scendere in campo domani sul prato del Santiago Bernabeu contro il Real Madrid, porta con sé un alone di aspettativa che travalica i confini del campo.
Se la posta in palio è già pesante per entrambe le contendenti, l'attenzione dei riflettori si concentra in particolar modo sulla panchina, dove andrà in scena un confronto dal sapore inequivocabilmente storico: quello tra Cristian Chivu, l'allenatore nerazzurro alla sua prima vera prova del fuoco europea, e José Mourinho, il tecnico portoghese che di quella stessa Inter ha scritto pagine indelebili e che oggi siede sulla panchina dei Blancos.
Le scintille del passato: la replica al "rumore degli amici"
Il clima che precede questa sfida non è però semplicemente quello della nostalgia o del rituale abbraccio tra ex compagni di viaggio. A gettare benzina sul fuoco, seppur a distanza di mesi, ci aveva pensato lo stesso Mourinho con una frase, rilasciata lo scorso gennaio quando sedeva sulla panchina del Benfica, che era sembrata una frecciatina piuttosto diretta.
Lo Special One aveva infatti dichiarato di provare "sorpresa nel vedere allenatori con poca storia guidare club importanti", un'affermazione che molti, in maniera quasi automatica, avevano collegato al percorso del tutto peculiare dell'ex difensore rumeno, promosso sulla panchina dell'Inter dopo una breve parentesi sulla panchina del Parma.
Chivu, dal canto suo, non aveva mostrato alcuna intenzione di abbassare la testa o di fingere di non aver recepito il messaggio. La sua risposta, carica di quella stessa intensità che lo contraddistingueva da calciatore, era stata affilata e giocata sullo stesso piano comunicativo del mentore. Ricalcando una celebre espressione utilizzata proprio da Mourinho ai tempi del Triplete, il tecnico dell'Inter aveva replicato invitando a guardarsi anche dal "rumore degli amici", sottintendendo come certe critiche, quando arrivano da chi si conosce bene, possano avere un peso persino maggiore.
Una replica che aveva alimentato per settimane il chiacchiericcio su un possibile attrito tra i due, trasformando quella che poteva essere una semplice osservazione in un vero e proprio botta e risposta a distanza.
Mourinho spegne le polemiche: "Chivu è uno dei miei, non c'è nulla da chiarire"
A poche ore dal fischio d'inizio, però, José Mourinho ha scelto la via della pacificazione, utilizzando la conferenza stampa della vigilia per mettere una pietra sopra a qualsiasi fraintendimento. Interrogato sul presunto cattivo rapporto con il suo ex allievo, il tecnico portoghese ha speso parole di grande affetto e stima, smentendo con fermezza l'esistenza di qualsiasi screzio.
"Il rapporto è ovvio, abbiamo passato tante cose insieme, nel bene e nel male, anche in termini umani", ha dichiarato Mourinho, che poi ha aggiunto: "Sul discorso dei giovani allenatori, dico che qualcuno fa bene e qualcuno fa male. Lui ha fatto bene". Il tecnico del Real ha poi chiuso la questione con un secco "Non c'è niente da chiarire, ci abbracceremo prima e dopo la partita", ribadendo come l'affetto che lo lega a Chivu resti un dato di fatto e come la sua mente, durante i novanta minuti, sarà concentrata esclusivamente sulla vittoria della sua squadra.
Lautaro e la sfida ai campioni: "Mbappé tra i migliori, ma non abbiamo paura"
Se il duello a distanza tra i due tecnici ha monopolizzato le prime pagine, l'attenzione del capitano nerazzurro, Lautaro Martinez, è rimasta saldamente ancorata al rettangolo verde. In conferenza stampa, il Toro ha voluto mandare un messaggio chiaro e diretto ai compagni e agli avversari, riconoscendo la grandezza del Real Madrid senza per questo rinunciare alle ambizioni dell'Inter. "Affrontiamo una grandissima squadra con tanti campioni, ma anche noi abbiamo le nostre armi", ha sottolineato l'attaccante argentino.
Riguardo alla temibile stella dei Blancos, Kylian Mbappé, Lautaro non ha nascosto il rispetto: "Sicuramente è uno degli attaccanti migliori al mondo". Un riconoscimento al valore dell'avversario, che non ha però scalfito la fiducia nerazzurra: "Stiamo crescendo come gruppo, dobbiamo fare la miglior partita possibile e siamo pronti a giocarcela", ha aggiunto, menzionando anche la voglia di riscatto dopo un'uscita precoce nella scorsa edizione del torneo.
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