Incendio a Milano Niguarda, morta Maria Rosaria Marasco: l’ipotesi della sigaretta e le bombole di ossigeno
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Redazione Interno
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I mozziconi di sigaretta ritrovati accanto al letto hanno indirizzato sin dalle prime ore gli investigatori verso l’ipotesi di una cicca spenta inavvertitamente male. È quanto emerge dalla ricostruzione dell’incendio che nel primo pomeriggio di domenica ha distrutto un appartamento al secondo piano della scala M di via Demonte 3, nel quartiere Niguarda, a Milano. Nell’alloggio viveva da sola Maria Rosaria Marasco, 73 anni, originaria di Torre Annunziata, il cui corpo è stato trovato dai vigili del fuoco sul divano.
La donna, secondo quanto riferito da chi la conosceva, era una fumatrice abituale e aveva problemi di salute che le rendevano difficile muoversi con disinvoltura. Le fiamme hanno sbarrato ogni via di fuga in pochi istanti.
Il rogo e l’intervento dei soccorritori
L’allarme è scattato intorno alle 13.30. La chiamata al 112 ha fatto convergere sul posto le squadre dei vigili del fuoco dalla sede centrale di Milano e dal distaccamento di Sesto San Giovanni, insieme agli agenti delle Volanti della polizia. Il fumo denso e le temperature molto elevate all’interno dei locali hanno reso particolarmente difficoltoso il primo accesso all’abitazione. Per l’unica inquilina non c’è stato nulla da fare: quando i soccorritori sono riusciti a entrare, la donna era già priva di vita.
Le operazioni di spegnimento e di successiva bonifica sono proseguite per buona parte del pomeriggio.
Le tre bombole di ossigeno e il rischio di esplosione
All’interno dell’appartamento i vigili del fuoco hanno rinvenuto tre bombole di ossigeno sanitario, che la donna verosimilmente utilizzava per supporto respiratorio. Una di queste è stata direttamente interessata dalle fiamme ed è stata trovata quasi completamente annerita dalla fuliggine; i pompieri sono riusciti a metterla in sicurezza prima che il forte calore potesse provocarne l’esplosione. Gli investigatori dovranno stabilire quale ruolo, se ve ne sia stato uno, abbiano avuto i contenitori nella propagazione del rogo.
La pista della sigaretta resta al momento un’ipotesi da verificare, non una conclusione definitiva: sarà compito del Nucleo investigativo antincendi territoriale della Lombardia ricostruire l’esatta origine e la dinamica dell’incendio.
L’evacuazione dello stabile e gli accertamenti in corso
I fumi prodotti dalla combustione hanno invaso il vano scale e hanno reso necessaria l’evacuazione dei residenti del piano superiore. Alcuni di loro sono stati assistiti sul posto dal personale del 118, ma nessuno ha avuto bisogno del trasporto in ospedale. L’appartamento del terzo piano, al momento disabitato, è stato dichiarato inagibile, mentre i vigili del fuoco hanno passato al setaccio gli alloggi ai piani superiori per verificare eventuali danni provocati dal calore e dal fumo.
Sul posto è intervenuta anche la polizia locale per regolare la circolazione nella zona e facilitare le operazioni dei mezzi di soccorso. La palazzina di cinque piani è un complesso di edilizia popolare gestito da Mm.
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