Maltempo in Lunigiana e Lombardia, frane e evacuazioni: il bilancio dell'emergenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'ondata di maltempo di eccezionale violenza, che ha interessato il Nord e parte del Centro Italia tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto, ha messo in ginocchio diverse regioni, con un bilancio pesante di frane, allagamenti, evacuazioni e ingenti danni a infrastrutture e viabilità. In particolare, la Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, e vaste aree della Lombardia hanno registrato le situazioni più critiche, richiedendo l'intervento massiccio dei vigili del fuoco, che hanno effettuato oltre mille operazioni di soccorso nelle zone colpite.

La Protezione Civile ha mantenuto attivi livelli di allerta arancione in diversi settori, a testimonianza della pericolosità dei fenomeni in corso.

Salvataggi e interventi in Lunigiana

Nella zona della Lunigiana, i vigili del fuoco sono stati protagonisti di due interventi di salvataggio particolarmente delicati. Nel territorio di Bagnone, tre persone sono state tratte in salvo dopo essere rimaste sepolte da una frana, un evento che ha messo in luce la fragilità del territorio messo a dura prova dalle precipitazioni. A Mulazzo, invece, i pompieri hanno estratto una persona rimasta intrappolata nell'abitacolo della propria auto a seguito di un incidente stradale provocato dalle avverse condizioni meteorologiche.

L'emergenza nel massese ha visto le squadre dei vigili del fuoco impegnate in circa 30 interventi, causati principalmente da allagamenti e dalla caduta di alberi, con una lista d'attesa di circa 48 operazioni ancora da completare a causa della vastità dei danni.

La situazione idrogeologica e la viabilità

Il forte nubifragio che si è abbattuto sulla Lunigiana ha causato un rapido innalzamento del livello dei corsi d'acqua, tanto che il fiume Bagnone ha raggiunto il secondo livello di guardia, con una piena che ha superato i 4 metri di altezza. Le abbondanti piogge hanno innescato numerose frane che hanno reso isolate diverse frazioni del territorio, a causa della chiusura al traffico di importanti arterie stradali come le strade provinciali 21, 22bis e 67.

La situazione ha costretto alla chiusura anche di un tratto della SS 62 della Cisa, nel comune di Villafranca in Lunigiana, a causa di un maxi-allagamento che ha reso impraticabile la carreggiata in entrambe le direzioni, con il traffico che è stato deviato su percorsi alternativi. Nella stessa zona, una persona è stata tratta in salvo dopo un incidente stradale autonomo.

Nel corso del pomeriggio di venerdì 21 agosto, complice l'attenuazione dei fenomeni, la SS 62 è stata riaperta al traffico, mentre è ripresa la circolazione ferroviaria sulla linea La Spezia-Parma, sebbene con un solo binario utilizzabile nella stazione di Villafranca.

L'emergenza in Lombardia e i fulmini in Toscana

Ancora più critica è apparsa la situazione in Lombardia, dove sono state condotte oltre 400 operazioni di soccorso e dove il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha richiesto al governo lo stato di emergenza per i danni ingenti causati dal maltempo. La provincia di Bergamo è stata teatro dell'evacuazione di 250 ospiti di un campeggio a Isola di Fondra, minacciato contemporaneamente da una frana a monte e dalla piena di un torrente a valle.

Nella notte, una delle strade di accesso è stata liberata con l'ausilio di escavatori, permettendo ai soccorritori di mettere in salvo tutte le persone. Nel Bresciano, invece, due frane hanno distrutto il ponte sul torrente Val Rabbia a Rino di Sonico, già chiuso al traffico in via precauzionale, portando all'evacuazione di 81 persone. A valle, il fiume Oglio è esondato invadendo parte dell'abitato di Malonno, dove i vigili del fuoco stanno operando con mezzi movimento terra per contenere le acque.

La Toscana, oltre ai problemi in Lunigiana, è stata colpita da un'attività temporalesca eccezionale: tra le 21 e le 23 di giovedì 20 agosto sono caduti oltre 8.000 fulmini, per un totale di 23.000 nell'intera giornata, mentre raffiche di vento hanno superato i 100 km/h sulla costa pisana e nel Fiorentino, causando blackout e la caduta di numerosi alberi.

Un quadro di danni diffuso

L'emergenza non ha risparmiato altre regioni: in Piemonte sono stati effettuati oltre 260 interventi per allagamenti e danni alle coperture, mentre in Liguria le forti precipitazioni hanno richiesto più di 160 interventi, con una tromba d'aria che ha danneggiato gli stabilimenti balneari a Rapallo e un downburst sul Ponente genovese. L'Anas ha disposto la chiusura temporanea dell'Aurelia in provincia di Savona e di altre strade a causa del rischio idrogeologico.

In Emilia-Romagna, un violento nubifragio si è abbattuto su Forlì con raffiche di vento fino a 120 km/h, che hanno causato la chiusura di una dozzina di strade e danni all'aeroporto cittadino. Nel complesso, il maltempo ha lasciato un'intera penisola a fare i conti con frane, allagamenti, paesi isolati e ingenti danni materiali, con i soccorritori ancora al lavoro per ripristinare la sicurezza e la viabilità nelle aree più colpite.

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