Raffaella Carrà, perché ce l'aveva con Antonella Clerici

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un'icona di assoluta libertà sul palco, ma anche una manager d'acciaio e senza sconti dietro le quinte del piccolo schermo. Raffaella Carrà rivive nel ritratto intimo e inedito svelato dal suo storico agente Angelo Perrone che, in occasione dell'83esimo anniversario della nascita dell'artista, ha deciso di squarciare il velo su un rapporto professionale finito ai ferri corti, quello con Antonella Clerici, ricostruendone le ragioni e le conseguenze.

A pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo compleanno, emergono nuovi dettagli raccontati dall'uomo che le è stato accanto per decenni, sui rapporti della conduttrice con alcune delle protagoniste della tv italiana. Perché Raffaella Carrà e Antonella Clerici avevano litigato tanto da togliersi il saluto? Galeotto (o maledetto?) fu lo show e, a quanto pare, anche chi lo scrisse.

Un segreto di Pulcinella che agli addetti ai lavori era cosa nota, quando l'11 dicembre 2010 Raffaella Carrà accettò l'invito a "Io Canto" di Gerry Scotti su Canale 5, "competitor" della versione del talent di Viale Mazzini condotto dalla Clerici, tutti colsero quella presenza come una frecciatina bella e buona.

Lo sgarbo che portò al gelo

Il nodo della questione, come ha rivelato Perrone in un'intervista a LaPresse, affonda le radici in una vicenda che risale al 2006, quando Antonella Clerici subentrò alla conduzione de "Il treno dei desideri" su Rai 1. Secondo il racconto dell'agente, la Carrà non avrebbe mai digerito il fatto che la collega si fosse appropriata del sequel di un suo show, "Sogni", portato al successo sulla stessa rete ammiraglia due anni prima, e per di più utilizzando la medesima squadra di autori senza nemmeno avvisarla.

"Ad Antonella Clerici tolse il saluto per un periodo perché, secondo lei, non era stata corretta", ha spiegato Perrone, confermando che la regina della televisione, pur essendo un'icona di simpatia e solarità, era anche una professionista che non tollerava quelli che riteneva comportamenti poco trasparenti nei suoi confronti.

La delusione fu tale che la Carrà, anziché accettare l'invito a "Ti lascio una canzone" (il programma di punta della Clerici), preferì fare una scelta di campo precisa: approdare sul competitor di Canale 5, "Io Canto", appunto. Il 27 febbraio 2010, la Carrà si presentò nello studio di Gerry Scotti come super ospite, regalando al pubblico un medley dei suoi più grandi successi e, con una frase ad effetto, sembrò voler dare una stoccata alla rivale: "Io sono sempre stata un po' scettica verso i bambini prodigio in prima serata. io canto è il primo programma con i bambini che ho visto. Non c'è nulla di artificioso, è uno dei pochi programmi veri che si vedono in televisione". Un dissing, quello nei confronti di "Ti lascio una canzone", che fece il giro del web e che Perrone ha ora confermato essere il frutto di un rancore mai sopito.

Le altre colleghe: stima e formalità

Se con la Clerici il rapporto si era incrinato fino a toccare il punto di rottura del saluto, lo stesso non si può dire per altre figure del panorama televisivo. Perrone ha delineato un quadro dei rapporti di Raffaella con le sue colleghe, definendoli in larga parte "formali, professionali, a volte di stima". Un caso emblematico è quello con Mara Venier, che la Carrà ringraziava per averle fatto ritrovare la voglia di tornare a lavorare in Italia dopo un'intervista concessa in Spagna, dalla quale nacque poi l'idea di "Carramba che sorpresa".

Un legame diverso, più profondo e sincero, la univa invece a Loretta Goggi, con cui aveva condiviso gli esordi nel mondo del varietà negli anni Settanta.

E non mancava un occhio di riguardo verso le nuove generazioni. Perrone ha rivelato che Raffaella "stimava molto Silvia Toffanin e le sue interviste garbate, come le definiva lei". Pur apprezzando il suo stile e il modo di porsi garbato, per questioni puramente logistiche e organizzative, la Carrà non riuscì mai a partecipare a "Verissimo", ma la stima nei confronti della conduttrice di Canale 5 rimase intatta.

Un'eredità che guarda al futuro

A distanza di anni dalla scomparsa, la figura di Raffaella Carrà continua a essere celebrata, ma non senza critiche da parte del suo storico agente. Perrone, a proposito delle varie iniziative a lei dedicate, ha dichiarato di aver visto finora "pessimi tentativi di renderle omaggio", ricordando di averle proposto un mega concerto allo stadio Olimpico che lei, con la sua solita ironia, liquidò come una follia.

Ora, però, l'attenzione è rivolta alla fondazione che nascerà a suo nome, un progetto che Perrone ha accolto con favore perché, a suo avviso, rappresenta l'unico modo per proteggere e tramandare il suo nome in modo dignitoso, affidando il compito a Gianluca Pelloni e a suo nipote Matteo.

Lontano dai riflettori dei gossip, il ricordo della "Raffa nazionale" rimane ancorato alla sua capacità unica di fare televisione, come ha sottolineato Perrone: "Raffaella ha dimostrato di saper far tutto, dai varietà del sabato sera all'incontro con madre Teresa di Calcutta nel mezzogiorno di Rai1. Non c'è stata più una come lei".

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