Napoli, tra Conte e De Laurentiis è partita a scacchi
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Redazione Sport
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L’aria che tira intorno al futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli non è certamente delle più terse, anzi, sembra trasformarsi giorno dopo giorno in una complessa partita a scacchi ad alta tensione, dove ogni dichiarazione pubblica rappresenta una mossa studiata a tavolino. La prima, per così dire, è stata del tecnico salentino, il quale, forte di un contratto che lo lega al club azzurro fino al 2027, non ha mai realmente chiuso la porta al fascino esercitato dalla Nazionale italiana; anzi, lasciando intendere – come riportato nelle scorse settimane – che se fosse stato un presidente federale, avrebbe seriamente preso in considerazione il proprio nome per la panchina azzurra. Ecco allora la contromossa, decisa e calibrata, arrivata direttamente dagli Stati Uniti per voce del patron Aurelio De Laurentiis, il quale ha scelto la linea dell’aut-aut per spezzare quella che rischiava di diventare un’estenuante telenovela. “Conte è un uomo serio – ha dichiarato il presidente – non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto, ma se volesse andare decida subito così avrei il tempo di trovare un sostituto”. Un messaggio chiaro e diretto, spedito da Los Angeles con l’evidente intento di mettere il tecnico di fronte alle sue responsabilità, quasi a voler evitare di rivivere il trauma dell’addio improvviso di Luciano Spalletti, che con la sua creatura aveva interrotto il rapporto proprio sul più bello.
Il nodo economico e la variabile Nazionale
A complicare ulteriormente il quadro, rendendolo più simile a un giallo che a una semplice trattativa di calciomercato, c’è ovviamente il fattore economico, che in questo caso specifico assume un peso non indifferente. Se Conte dovesse effettivamente accettare la chiamata della Nazionale, il club partenopeo si troverebbe a risparmiare una cifra ragguardevole, superiore ai 20 milioni di euro lordi, considerando l’intero ammontare degli stipendi del tecnico e del suo staff. Una boccata d’ossigeno notevole, insomma, che il presidente De Laurentiis avrebbe senz’altro modo di reinvestire altrove. Tuttavia, come sottolineato da più parti, la decisione finale non potrà essere ridotta a una mera questione di bilancio, perché il richiamo della panchina azzurra – specialmente in un momento di crisi identitaria per il movimento – rappresenta per Conte una tentazione profonda, forse l’occasione per applicare le sue ferree idee di gioco su scala nazionale. E in attesa di capire come si evolverà l’intricata matassa federale, con le elezioni per la presidenza della Figc che potrebbero tenersi il 13 maggio o slittare al 22 giugno, la situazione rischia di rimanere in bilico, influenzando inevitabilmente anche le ambizioni di altri club come il Milan, in lotta con il Napoli per il secondo posto in campionato e con Massimiliano Allegri nel mirino qualora la panchina rossonera dovesse liberarsi.
I pronostici e il punto di vista degli addetti ai lavori
Mentre i due diretti interessati si scrutano a distanza, attendendo un faccia a faccia che sembra ormai imminente, il mondo del calcio si riempie di interpreti e opinionisti pronti a leggere il futuro in una sfera di cristallo di chiara matrice partenopea. C’è chi, come l’ex preparatore azzurro Corrado Saccone, ritiene assolutamente logico che Conte non chiuda le porte alla Nazionale, sottolineando però che De Laurentiis, da imprenditore vulcanico qual è, avrà già pronto un piano B nel caso in cui il matrimonio dovesse naufragare. Una previsione, quest’ultima, che trova eco in altre analisi, dove si parla addirittura di un possibile “divorzio consensuale” tra le parti, quasi come se l’onda lunga delle parole del presidente avesse involontariamente accelerato un processo di logoramento già in atto. D’altronde, conoscendo il modus operandi di De Laurentiis, non si può escludere che questa virulenta esternazione sia nient’altro che una sapiente finta di, un barbatrucco studiato per sondare la reale determinazione del suo allenatore o per gettare le basi di una permanenza a nuove condizioni.
L’attesa per il faccia a faccia decisivo
Resta il fatto, oggettivamente incontrovertibile, che la trattativa per la permanenza di Conte al Napoli – che sia partita con il piede giusto o meno – ha ufficialmente avuto inizio, e lo ha fatto nella maniera forse più dialettica e complessa possibile. Le parole del tecnico dopo il pareggio di Parma (“Ho un altro anno di contratto, a fine stagione incontrerò il presidente”) sembrano voler ricacciare indietro la palla nel campo altrui, rimandando ogni decisione al termine naturale del campionato. Ma la richiesta di De Laurentiis è esattamente opposta: una scelta immediata, subito, per non farsi trovare impreparati nella costruzione del Napoli che verrà. Tra chi vede in questo scontro di volontà un bluff ben architettato e chi invece intravede i sintomi di una rottura ormai inevitabile, sarà il confronto diretto tra i due a stabilire se il progetto potrà proseguire o se, come accaduto con Spalletti, ci si dovrà preparare a uccidere la creatura per lasciarla volare via.




