Gargiulo c’è, ma non brilla. Bene Bottolo e Balaso nella Lube che lotta e poi cede: Perugia è campione

Gargiulo c’è, ma non brilla. Bene Bottolo e Balaso nella Lube che lotta e poi cede: Perugia è campione
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT

Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte del 6 maggio riecheggia ancora, identica nello scenario ma diversa negli interpreti, e a distanza di otto anni Perugia ritrova il tricolore tra le stesse mura amiche, contro lo stesso avversario, la Cucine Lube Civitanova.

Stavolta, però, non c’è bisogno di rimonte epiche o di atti eroici solitari; la Sir Susa Scai amministra con freddezza un vantaggio costruito gara dopo gara, e il 3-0 nella serie – al meglio delle cinque partite – diventa il sigillo su una stagione che ne ha già visti tre, di trofei, senza che nessuno, al momento, possa dire dove si fermerà questa squadra.

I Block Devils, lo ricordiamo, hanno già liquidato Monza e Piacenza nello stesso identico modo, secco, senza lasciare spazio alla narrazione del “se”. federvolley +1

Gargiulo, tanta grinta e pochi punti: il 5,5 che pesa

Tra i pochi, forse l’unico assieme all’ex Podrascanin, ad applaudire la celebrazione perugina al termine di Gara3, c’è il centrale marchigiano Edoardo Gargiulo. La sua prestazione, però, fotografa bene le difficoltà di una Lube che pure ha lottato.

Il voto (5,5) non racconta la sostanza: lui la grinta la mette sempre, tanta, specie nel secondo set quando prova a caricare i compagni a muro. Ma i numeri sono oggettivamente bassi per un ruolo chiave: 4 punti complessivi e un 33% in attacco che inchioda.

Aiuta, sì, con due muri vincenti, ma l’impressione – guardando il match – è che manchi quella brillantezza che servirebbe per impensierire la difesa avversaria. Non è una questione di cuore, semmai di lucidità tecnica. umbriajournal +1

Loeppky e Bottolo, le spine nel fianco di Perugia

Se c’è un giocatore che non molla mai, quello è Eric Loeppky: i suoi numeri in attacco raggiungono un ottimo 62% e nel secondo set infila due ace che sembrano far volare via la Lube, almeno per un attimo. Peccato che la fuga duri poco.

Accanto a lui, Mattia Bottolo si conferma efficace dai nove metri, mentre Fabio Balaso – ormai habitué delle grandi notti – tiene in piedi la ricezione quando tutto intorno sembra crollare.

L’opposto Nikolov, va detto, chiude a quota 25 punti, una prestazione da predatore d’area, ma da solo non basta: la Lube non è costruita per reggersi su un uomo solo, ma su un collettivo che in questa serie ha mostrato troppi alti e bassi. federvolley +1

Perugia rompe gli indugi, la rimonta non arriva

Non basta un bel primo set, né una partenza sprint nel secondo, alla formazione di coach Medei (il cui ruolo è certo, essendo il tecnico in carica della Lube Civitanova al momento della finale). Perugia aspetta, studia, e poi rompe gli indugi dopo una fase iniziale punto a punto.

La Sir Susa Scai schiera il solito sestetto: Giannelli in regia (5 il suo voto, ma di sostanza), Ben Tara da 18 punti, Solè e Russo a muro con 4 punti ciascuno, Semeniuk e Plotnytskyi a completare il martello. E poi Colaci (L), con Dzavoronok, Ishikawa e Argilagos pronti a entrare.

Lorenzetti, dall’altra parte, sa di avere un carro armato; lo guida con esperienza, senza spericolatezze. Dalla parte opposta, Boninfante (1 punto) e Orduna (1) provano a variare il gioco, ma il muro perugino – 2 block solo per Gargiulo, ma molti di squadra – alza una barriera psicologica oltre che fisica. umbriajournal +1

Un triplete che sa di storia, e la Lube applaude (quasi) tutti

Tre, come le gare dei playoff. Tre, come gli scudetti del club del presidente Sirci. Tre, come i trofei già vinti in questa stagione che non è ancora finita, e questa è una frase di fatto, non un pronostico. Il 6 maggio 2018 – esattamente otto anni fa – era successo qualcosa di molto simile, sempre contro la Lube, sempre in casa.

Stavolta il punteggio è più netto, meno sofferto. La Lube esce tra gli applausi di chi ha visto una squadra non arrendersi mai: nel primo set lotta, nel secondo morde, poi cede. Nella premiazione, l’abbraccio tra vecchi rivali – Podrascanin e Gargiulo che applaudono – restituisce l’idea di una sconfitta pulita, senza recriminazioni.

A Perugia, intanto, si festeggia il tris. E il movimento pallavolistico italiano prende atto: c’è una squadra che, in questo momento, è semplicemente più avanti. federvolley +1

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.