Ucraina, l’avanzata russa rallenta ma gli attacchi missilistici su Kiev si intensificano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Milano – La conquista russa di territori ucraini in apparenza si è definitivamente fermata, mentre continuano a intensificarsi gli attacchi con droni e missili da parte di Mosca. Del resto, se gli ucraini riescono con risorse proprie a limitare i danni dei droni russi, non vale la stessa cosa per i missili balistici, come è stato nel caso degli ultimi attacchi che hanno preso di mira la capitale. Elaborando i dati dell’Institute for the Study of War emerge che negli ultimi tre mesi il giorno di picco è stato il 13 maggio, con 892 droni lanciati contemporaneamente su Kiev, Odessa e Kharkiv.

Mosca “debole” ma Kiev distrutta

I gravissimi attacchi degli ultimi giorni – molti dei quali hanno colpito duramente Kiev, provocando decine di morti e centinaia di feriti – sono un ulteriore passaggio di questa guerra. Un attacco russo su larga scala ha recentemente colpito la capitale ucraina, con una serie di potenti esplosioni e una ondata di missili balistici seguiti da droni Shahed, in un momento in cui molte persone cercavano rifugio sottoterra e le autorità invitavano i residenti a mettersi al riparo.

Il ministero dell’Interno ucraino ha parlato di una “significativa distruzione di infrastrutture civili”, con cinque impatti che in meno di mezz’ora hanno centrato siti civili del distretto Shevchenkivskyi, tra cui un edificio di appartamenti di 25 piani, mentre un mercato e un negozio di alimentari sono andati a fuoco.

Colpito il cuore spirituale dell’Ucraina

Tra gli obiettivi dell’attacco missilistico figura anche la Lavra di Kiev-Pechersk, il celebre complesso monastico patrimonio dell’UNESCO che sorge sulla riva destra del fiume Dnipro. Il tetto della Cattedrale della Dormizione ha preso fuoco durante l’attacco notturno, un danno considerevole che il metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa ucraina, ha condannato come un crimine “contro l’umanità, contro la storia, contro il cristianesimo”.

Le autorità locali hanno accusato la Russia di aver deliberatamente colpito “il cuore di uno dei più grandi santuari cristiani”, un luogo di pellegrinaggio da secoli e uno dei simboli storici e religiosi più importanti del paese.

La guerra cognitiva e il peso della diplomazia

Mentre i missili continuano a colpire le città, la guerra del XXI secolo non si combatte soltanto con le esplosioni ma anche con le parole, le immagini e gli algoritmi. La propaganda russa rappresenta uno degli strumenti più sofisticati di questa strategia, con l’obiettivo di conquistare non territori ma coscienze.

Nel frattempo, sul fronte diplomatico, i leader della Nato riuniti in Turchia hanno cercato di affrontare le sfide dell’alleanza, con un’attenzione particolare alla gestione del presidente americano Trump, che ha alternato momenti di aperta critica nei confronti degli alleati a dichiarazioni più distese, mentre i partner europei cercavano di “cogliere il risultato” ottenuto in termini di aumento delle spese per la difesa.

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