Collegamento tra pos e cassa, si parte: prima scadenza fissata per il 20 aprile

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Da ieri, 5 marzo, è ufficialmente partito il conto alla rovescia per migliaia di esercenti italiani, quelli che gestiscono bar, negozi e ristoranti, i quali ora devono districarsi tra le nuove disposizioni legislative che impongono il collegamento telematico tra i registratori di cassa e i terminali per i pagamenti elettronici. L’Agenzia delle Entrate, come da programma, ha infatti attivato sul portale “Fatture e corrispettivi” il nuovo servizio denominato “Gestione collegamenti”, uno strumento digitale, accessibile tramite le consuete credenziali, che permetterà di associare la matricola di ogni singolo registratore telematico, già censito in Anagrafe tributaria, agli identificativi dei Pos, siano essi dispositivi fisici o piattaforme di pagamento virtuali. L’obbligo, va ricordato, è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e riguarda tutte le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026, con l’obiettivo dichiarato di far convergere verso il Fisco un flusso unico e difficilmente eludibile che accorpi i dati degli scontrini e quelli delle transazioni elettroniche.

Non si tratta, come hanno tenuto a precisare dall’Agenzia pubblicando anche una guida dettagliata per gli operatori e i loro intermediari, di un collegamento fisico realizzato tramite cavi o nuove connessioni materiali tra i dispositivi, bensì di un abbinamento di tipo “virtuale”. In pratica, l’esercente, o un suo delegato, dovrà semplicemente entrare nell’area riservata del sito e procedere con l’associazione; per facilitare il compito, il sistema mostrerà automaticamente un elenco degli strumenti di pagamento elettronico di cui il titolare risulta già in possesso, dati questi che sono stati preventivamente comunicati all’Amministrazione finanziaria dagli stessi operatori finanziari che forniscono i servizi di pagamento. Restano invece esclusi da quest’obbligo alcuni settori specifici, come quelli dei distributori automatici, della vendita di carburanti o delle ricariche per veicoli elettrici, oltre ai corrispettivi che sono già esonerati dalla memorizzazione elettronica, come nel caso dei tabaccai o di alcune vendite a distanza.

Il calendario da rispettare, con una finestra temporale di 45 giorni

La tempistica per adeguarsi alla novità normativa è stata definita con precisione: per tutti i Pos che risultavano già in uso al 1° gennaio 2026, o che comunque sono stati attivati e utilizzati nel corso del primo mese dell’anno, la legge concede un periodo di 45 giorni a partire proprio dall’attivazione del servizio, avvenuta il 5 marzo. La scadenza fatidica, quella che gli operatori economici non possono permettersi di dimenticare, è pertanto fissata a lunedì 20 aprile. Entro quella data, dunque, chi ha iniziato l’anno con un contratto di convenzionamento attivo per il proprio terminale di pagamento deve necessariamente completare la procedura di abbinamento sul sito dell’Agenzia, associando quel determinato Pos al registratore telematico utilizzato nel proprio punto vendita.

Per gli strumenti di pagamento che verranno attivati successivamente al mese di gennaio, invece, le regole cambiano leggermente e prevedono un meccanismo a cadenza bimestrale. Se un nuovo Pos, per fare un esempio concreto, iniziasse a operare nel mese di marzo, l’esercente non dovrà procedere all’abbinamento immediato, ma avrà tempo a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo, quindi tra il 6 e l’ultimo giorno lavorativo di maggio. Questo stesso intervallo di tempo, compreso tra il sesto giorno e la fine del mese, vale anche per comunicare eventuali variazioni, come la sostituzione di un dispositivo rotto, l’aggiunta di un nuovo registratore di cassa o la dismissione di un vecchio Pos non più utilizzato.

Come orientarsi nel portale e il regime sanzionatorio previsto

La procedura, sebbene possa apparire a prima vista complessa per chi non ha familiarità con gli ambienti digitali dell’Amministrazione finanziaria, è stata comunque pensata per essere il più possibile guidata. Oltre alla guida operativa, che spiega passo dopo passo le varie fasi e che è disponibile sul sito dell’Agenzia insieme a una serie di Faq, il sistema offre un ulteriore aiuto mostrando un elenco precompilato dei Pos attivi. Nel caso in cui l’esercente non utilizzi un registratore telematico fisico, ma certifichi i corrispettivi tramite la procedura web “Documento Commerciale on line”, il collegamento andrà effettuato all’interno della stessa procedura, seguendo logiche analoghe. Le sanzioni per chi non si adegua o per chi adempie in modo incompleto sono state delineate con chiarezza e risultano particolarmente onerose: si va da una multa che oscilla tra i 1.000 e i 4.000 euro per il mancato collegamento tra i sistemi, fino a 100 euro per ogni singola violazione giornaliera nel caso in cui il collegamento ci sia ma i dati non vengano trasmessi correttamente, con un tetto massimo di 1.000 euro a trimestre. La memorizzazione e la trasmissione dei dati dei corrispettivi, dunque, dovranno ora viaggiare in perfetta sincronia con le tracce dei pagamenti digitali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.