Le scadenze fiscali di aprile 2026, tra rottamazione e avvio del 730 precompilato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Aprile 2026, lo si può affermare senza timore di smentita, si configura come uno dei periodi più densi per chiunque abbia a che fare con gli obblighi tributari. Imprese, professionisti, sostituti d’imposta e persino i condomìni – questi ultimi spesso dimenticati nei calendari generali – si trovano a dover gestire una sequenza serrata di adempimenti che parte dal primo giorno del mese e si conclude solo il trenta. Una maratona, insomma, nella quale la pianificazione diventa un elemento cruciale per evitare di incorrere in sanzioni o, peggio ancora, in dimenticanze onerose.

La finestra del bonus pubblicità e il nodo della rottamazione quinquies

Il primo ostacolo del mese, già scattato il 1° aprile, ha riguardato la chiusura dei termini per richiedere il bonus pubblicità. Un’agevolazione, quest’ultima, molto utilizzata dagli operatori del settore per sostenere gli investimenti in comunicazione, la cui finestra temporale non ammette proroghe. Ma il vero banco di prova, quello che tiene banco nelle conversazioni tra commercialisti e contribuenti, è rappresentato dalla rottamazione quinquies delle cartelle. Entro il 30 aprile, data ultima per aderire, bisognerà presentare la domanda per stralciare i debiti iscritti a ruolo, con la possibilità di ottenere un piano di rateizzazione che, va ricordato, non cancella però gli interessi di mora.

Il nodo del 16 aprile tra Iva, ritenute e lavoratori domestici

Una menzione a parte merita il 16 aprile, data che tradizionalmente concentra una mole consistente di versamenti. Entro quel giovedì, infatti, andranno saldate le ritenute alla fonte sui compensi erogati a lavoratori autonomi nel mese precedente, così come l’Iva relativa alle operazioni del primo trimestre per i soggetti con liquidazione mensile. Non solo: i datori di lavoro domestico – colf, badanti e baby sitter – dovranno provvedere al versamento dei contributi Inps relativi al mese di marzo. Un adempimento, questo, che riguarda una platea ampia e spesso poco tutelata dal punto di vista informativo.

Il POS e il registro dei corrispettivi: una scadenza tecnica che diventa strutturale

Tra gli obblighi meno appariscenti ma ugualmente vincolanti, figura il completamento della prima fase per il collegamento tra i POS elettronici e i registratori di cassa. Il termine, anch’esso fissato al 30 aprile, impone a tutti gli esercenti di trasmettere telematicamente i dati dei pagamenti elettronici, un meccanismo ormai a regime che mira a ridurre lo scostamento tra incassi tracciati e dichiarati. Chi non avesse ancora adeguato i propri terminali, si troverà di fronte a una corsa contro il tempo per mettersi in regola, con il rischio concreto di vedersi notificare una sanzione.

Il via libera al 730 precompilato 2026 e il calendario delle deleghe

Aprile segna infine l’avvio ufficiale del modello 730 precompilato per l’anno d’imposta 2025, messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate. Sebbene il termine ultimo per la presentazione slitti ai mesi successivi, l’apertura delle danze in aprile consente a lavoratori dipendenti e pensionati di verificare i dati – spese mediche, interessi sui mutui, bonus ristrutturazioni – e di accordarsi con il proprio sostituto d’imposta o con un Caf per le eventuali correzioni. Un mese, quello di aprile, nel quale ogni singolo giorno pesa come una pietra miliare: dalla prima alla trentesima casella del calendario, chi sbaglia data rischia di pagare due volte.

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