La Ferrari vola in Bahrain, Leclerc chiude i test con il miglior tempo, ma la sfida vera inizierà a Melbourne

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un cronometro, a Sakhir, che ha sorriso alla Ferrari al termine dei tre giorni di test collettivi, l’ultima sessione invernale prima che le monoposto facciano i bagagli alla volta dell’Australia. Charles Leclerc, con un tempo di 1’31”992, ha firmato la prestazione più veloce dell’intera tre giorni, un crono che, per la precisione, rappresenta anche il giro più rapido in assoluto tra le due settimane di prove disputate in Bahrein -1. Un dato, il suo, che assume una certa consistenza se si considera che il monegasco ha rifilato nove decimi di secondo alla McLaren di Lando Norris, staccando di oltre un secondo la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di George Russell -4. Distacchi, va detto senza troppi giri di parole, che in condizioni di test vanno presi con le pinze, perché nessuno, in fondo, ha interesse a mostrare per intero il proprio potenziale.

Eppure, al di là del rilievo puramente statistico di quel 1’31”992 fatto segnare con gomme Pirelli di mescola C4, la più tenera tra quelle a disposizione, la SF-26 ha trasmesso sensazioni positive a Leclerc e a chi, nel box del Cavallino, ne ha seguito le traiettorie. Il pilota, che ha chiuso la sua giornata con 132 tornate percorse, ha sottolineato come la macchina abbia risposto con prontezza alle sollecitazioni e ai cambi di assetto, dimostrando una base di partenza solida su cui costruire il lavoro futuro -10. Non solo performance sul giro secco, però: la simulazione di partenza, un aspetto che mette in crisi molti team per la complessa gestione dell’accoppiata tra motore termico e unità elettrica, non ha fatto registrare particolari intoppi, un segnale che a Maranello accolgono con un certo sollievo.

Il vero colpo d’ingegno, quello che ha fatto storcere il naso agli avversari e ha tenuto banco nelle discussioni del paddock, è un altro ed è di natura squisitamente tecnica. La Ferrari ha portato in pista una soluzione aerodinamica che ha del clamoroso, un’ala posteriore dal meccanismo di apertura innovativo che, una volta attivato il Drag Reduction System, non si limita ad alzare un flap, ma ruota su se stesso fino a ribaltarsi di centottanta gradi -9. Una soluzione, soprannominata "Macarena" per via del movimento rotatorio, che di fatto trasforma l’ala in un profilo portante, generando deportanza negativa e riducendo drasticamente la resistenza all’avanzamento. A questo si aggiunge un piccolo winglet posizionato davanti allo scarico, un espediente tecnico che sfrutta i gas di scarico per energizzare il flusso d’aria sotto la vettura, in una rivisitazione moderna dei diffusori soffiati che fecero epoca qualche anno fa -5 -7. La Federazione Internazionale, va detto, ha dato il via libera al progetto, ritenendolo conforme ai regolamenti vigenti.

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