Boom di segnalazioni per frodi fiscali e piattaforme fintech illegali, in Calabria 24%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2025 si chiude con un dato che fotografa senza filtri la penetrazione delle frodi economiche e fiscali nel tessuto finanziario italiano. Sono state oltre 163mila le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) giunte all'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia, un numero che non solo rappresenta un record assoluto ma che segna un incremento dell'11,5% rispetto all'anno precedente.

Il controvalore complessivo di queste transazioni finanziarie ritenute anomale sfiora i 100 miliardi di euro, con una cifra che si attesta attorno ai 95 miliardi, a testimonianza di un fenomeno che coinvolge masse crescenti di capitali e che vede nella tecnologia, soprattutto nelle piattaforme fintech illegali e nell'uso di bitcoin e criptovalute, il principale moltiplicatore di rischi.

Il legame sempre più stretto tra evasione e riciclaggio

Uno su cinque, tra gli alert che hanno fatto scattare il campanello d'allarme dell'antiriciclaggio, porta inevitabilmente a un risvolto fiscale. Questa linea rossa, ribadita con forza anche nel corso del 2025, rappresenta ormai un assunto consolidato per gli investigatori: evasione fiscale e reimpiego di denaro "sporco" non viaggiano su binari separati, ma si alimentano vicendevolmente in un circuito vizioso.

Le operazioni sospette non sono quindi solo il sintomo di un illecito finanziario fine a se stesso, ma spesso il campanello d'allarme che rivela l'esistenza di un meccanismo più ampio di frode al fisco, dove i profitti illeciti vengono reimmessi nel circuito economico legale attraverso giri di false fatture, appalti truccati o, come nel caso recente, bonus edilizi come il Superbonus, strumenti che hanno attirato l'attenzione delle autorità per il loro utilizzo distorto.

La Calabria e l'allarme frodi: un trend in controtendenza

Se il dato nazionale è già di per sé preoccupante, a destare maggiore attenzione è l'impennata registrata in Calabria, dove le segnalazioni sono aumentate del 24% nel corso dell'ultimo anno. Un balzo ben superiore alla media italiana che pone l'accento su una criticità territoriale specifica, dove le organizzazioni dedite alle frodi economiche sembrano aver intensificato la loro attività, approfittando forse di una maggiore permeabilità del tessuto imprenditoriale locale a schemi di brokeraggio illegale e investimenti in criptovalute.

Questa crescita esponenziale non rappresenta soltanto un allarme per le forze dell'ordine, ma anche un segnale di allerta per gli investitori, spesso incauti, che vengono attratti dalla promessa di facili guadagni attraverso piattaforme che operano in zone grigie o totalmente al di fuori del perimetro normativo.

Tecnologia e anticipo nelle indagini: il ruolo dell'Uif

La tracciabilità delle transazioni, resa possibile grazie all'evoluzione degli strumenti informatici e all'analisi dei big data, sta progressivamente cambiando le carte in tavola nella lotta al riciclaggio. Il contrasto a queste forme di illegalità gioca sempre più d'anticipo, spostando l'attenzione dalla repressione del reato alla prevenzione operativa. In questa fase, la collaborazione tra l'Unità di Informazione Finanziaria, la Guardia di Finanza e l'amministrazione finanziaria si è intensificata, creando un sistema di sentinelle che presidia il territorio e i flussi finanziari digitali.

L'approccio, come evidenziato anche dai vertici dell'Uif, non si limita più a inseguire il denaro, ma cerca di intercettare i modelli operativi sospetti prima che questi si consolidino, utilizzando i dati per orientare le verifiche e rendere più efficace l'azione di contrasto. La crescita esponenziale delle Sos è quindi il riflesso di un sistema di allerta più sensibile e capillare, che cerca di arginare un fenomeno reso sempre più sofisticato dalla digitalizzazione dei servizi finanziari.

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