“Dalla strada al palco”, la gaffe di Mara Venier (con la madre di Bianca Guaccero) vale 9, Sal Da Vinci da 8 e l’Eurovision
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La quarta puntata di “Dalla strada al palco”, andata in onda sabato 2 maggio su Rai1 in prima serata dopo la pausa forzata per il Concertone del Primo Maggio, ha restituito al pubblico quel mix di talento popolare e drammaturgia televisiva che ne ha decretato il successo: 2 milioni 711 mila spettatori con il 19,3% di share, un risultato che, va detto, ha tenuto testa al Serale di Amici condotto da Maria De Filippi. Sul palco allestito come una piazza ideale, si sono alternati artisti di strada le cui storie – fatte di passione, sacrificio e talvolta di cronaca nera affrontata con la dignità del racconto – hanno strappato lacrime e sorrisi ai “passanti importanti” seduti in giuria. Tra questi, Carlo Conti, che oltre a condurre ha orchestrato le dinamiche del people show, Nino Frassica, Bianca Guaccero, l’ospite Enrico Brignano e naturalmente Mara Venier, la quale si è resa protagonista di una gaffe tanto involontaria quanto memorabile.
La gaffe da 9: Mara Venier e lo scivolone sulla madre di Bianca Guaccero
Il momento clou, dal punto di vista dell’intrattenimento involontario, lo ha offerto proprio la padrona di casa della domenica pomeriggio. Nel commentare una delle esibizioni più toccanti, Venier ha avuto un lapsus – definiamolo così – con la madre di Bianca Guaccero, confondendone il ruolo o l’identità in un modo che ha scatenato l’ilarità generale degli altri giurati. Nessuna malizia, sia chiaro, ma una di quelle piccole perdonabili sviste che fanno ancora sorridere il giorno dopo. Se dovessimo dare un voto a questa leggerezza involontaria, ecco: un bel 9, perché ha spezzato la tensione emotiva accumulata con le storie dei concorrenti; alla stessa Bianca Guaccero, invece, va un 7 per la reazione, misurata tra l’imbarazzo e la tenerezza. Nessuno dei presenti, va aggiunto, ha lasciato trasparire alcuna forma di risentimento, limitandosi a ridere con affetto della situazione.
Sal Da Vinci, quel 8 che profuma di Eurovision
Tra i performer, a emergere con la forza di un’interpretazione solida eppure istintiva, è stato Sal Da Vinci. Il suo pezzo, eseguito dal vivo con una presenza scenica maturata in anni di gavetta, ha convinto la giuria al punto che alcuni dei suoi membri – senza mezzi termini – hanno lasciato intendere come un suo eventuale passaggio all’Eurovision non sarebbe affatto fuori luogo. Per la precisione, il voto che gli viene attribuito è un 8 secco: non perfetto, ma con un margine di crescita che, nei palchi internazionali, potrebbe trasformarsi in un exploit. Da Vinci ha saputo mescolare la tradizione melodica napoletana a una modernità di arrangiamento che non suona mai artefatta, e questo, in un programma dove la strada incontra il palco, non è un dettaglio da poco.
Daniele Mazzocchi, il tenore-operaio e la sorpresa di Carlo Conti
Altro passaggio di alta intensità emotiva è stato quello che ha visto protagonista Daniele Mazzocchi, il tenore dalla voce possente che nella vita fa l’operaio. Dopo aver incantato la platea con un’aria eseguita senza alcun supporto tecnico che non fosse la sua ugola, Mazzocchi è stato travolto da una sorpresa inaspettata orchestrata da Carlo Conti. Un gesto – quello del conduttore – che non è stato spiegato nei dettagli, ma che ha prodotto una reazione visibilmente commossa dell’artista, il quale per un attimo ha perso quella maschera di riservatezza tipica di chi non è abituato ai riflettori. Non ci sono state invettive retoriche né piagnistei di circostanza: solo il silenzio del pubblico e poi un applauso lungo, quello vero, che non si comanda.
Brignano nella giuria, Frassica a fare da collante
Enrico Brignano, ospite speciale della serata, si è perfettamente integrato nel gruppo dei “passanti importanti”, dimostrando di saper passare dalla battuta sagace al commento tecnico senza mai risultare fuori luogo. Nino Frassica, dal canto suo, ha fatto da collante umoristico – come suo solito – con interventi che sembrano nonsenso ma che, guardati bene, centrano sempre il nocciolo della performance. E proprio questo equilibrio tra leggerezza e profondità, tra la gaffe della Venier (che resta un 9 da manuale) e l’8 di Sal Da Vinci (meriterebbe davvero una ribalta europea), ha tenuto insieme una puntata che, senza mai cadere nella banalità, ha raccontato l’arte di strada come specchio di vite vere. Nessuna conclusione affrettata, nessun giudizio su eventuali sviluppi: solo i fatti, i numeri d’ascolto e quei voti immaginari che, a modo loro, disegnano una gerarchia emotiva.




