Crozza-Mattarella: "Russia minaccia conseguenze? Mi avveleneranno?"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Maurizio Crozza, nel suo consueto ruolo di imitatore, ha vestito i panni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riaccendendo i riflettori su una delle questioni più delicate degli ultimi tempi: il confronto tra l’Italia e la Russia, dopo le dichiarazioni di Mattarella che hanno paragonato l’aggressione russa all’Ucraina al progetto espansionistico del Terzo Reich. La satira di Crozza, che tornerà venerdì 21 febbraio in prima serata su Nove e in streaming su Discovery+ con "Fratelli di Crozza", ha preso di mira le reazioni russe, ironizzando sulle minacce provenienti da Mosca con una battuta che suona come un monito: "Mi avveleneranno?". Una provocazione che, se da un lato ha strappato più di un sorriso, dall’altro ha riportato l’attenzione su un tema che continua a dividere non solo l’opinione pubblica, ma anche il panorama politico italiano.
Proprio in Parlamento, infatti, la situazione ha trovato un momento di forte tensione e, al contempo, di unità. Durante una seduta alla Camera, i deputati si sono alzati in piedi per tributare un lungo applauso bipartisan al presidente Mattarella, segno di solidarietà dopo le critiche mosse dal governo russo. A prendere la parola è stata Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico, che ha espresso il sostegno del suo gruppo al Capo dello Stato, sottolineando la necessità di «parole inequivocabili» e di iniziative a difesa delle istituzioni repubblicane. Non sono mancate, tuttavia, alcune eccezioni tra i leghisti, che hanno preferito non unirsi al gesto di condivisione.
Le parole di Mattarella, che hanno scatenato la reazione di Mosca, hanno anche alimentato un dibattito più ampio, come dimostra l’intervento di Peter Gomez a La7. Il giornalista ha messo in discussione il paragone tra Putin e Hitler, chiedendosi perché, se il leader russo fosse davvero assimilabile al dittatore nazista, gli Stati Uniti continuino a trattare con la Russia per raggiungere un accordo di pace. Gomez ha inoltre ricordato altre aggressioni, come quella statunitense in Iraq, sollevando interrogativi sull’uso di analogie storiche che, se da un lato possono risultare efficaci nel comunicare la gravità di una situazione, dall’altro rischiano di semplificare contesti complessi.
Intanto, la portavoce del ministero degli Esteri russo ha replicato con durezza alle dichiarazioni di Mattarella, definendole infondate e accusando l’Italia di alimentare tensioni inutili. Una risposta che, oltre a confermare la sensibilità del Cremlino su qualsiasi riferimento al nazismo, ha riportato l’attenzione sulle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, già messe a dura prova dalla guerra in Ucraina.




