Marsiglia in fiamme, aeroporto e treni bloccati: la popolazione invitata a restare in casa
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Redazione Esteri
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Un violento incendio, sviluppatosi nella periferia nord di Marsiglia, ha già divorato oltre 700 ettari di vegetazione, spingendosi fino ai quartieri settentrionali della città. Le fiamme, alimentate dal maestrale, hanno reso necessaria la chiusura dell’aeroporto e la sospensione dei collegamenti ferroviari, mentre i residenti sono stati esortati a non uscire e a sigillare porte e finestre. "Lasciate la zona della foresta immediatamente", è stato l’avviso diffuso dalla prefettura tramite sms, un messaggio che ha accentuato il clima di allerta già percepito dalla cittadinanza.
L’incendio, scoppiato a Les Pennes-Mirabeau, ha richiesto l’intervento di 500 vigili del fuoco, supportati da elicotteri e almeno cinque Canadair, ma le operazioni di spegnimento sono rese difficili dal vento, che continua a ostacolare i tentativi di contenimento. Sebbene le autorità abbiano definito la situazione “sotto controllo”, la mancanza di una stabilizzazione completa lascia aperta la possibilità di nuovi sviluppi. Intanto, i quartieri più esposti sono stati interessati da evacuazioni precauzionali, mentre chi è rimasto nelle proprie abitazioni è stato invitato a evitare qualsiasi spostamento non indispensabile.
L’origine delle fiamme non è ancora chiara, ma tra le ipotesi si fa strada quella di un incidente stradale: nella mattinata dell’8 luglio, un’auto in fiamme è stata segnalata sull’autostrada A55, a nord della città. Un episodio che, se confermato come innesco del disastro, potrebbe riaprire il dibattito sulle misure preventive nella regione, già colpita in passato da eventi simili.




