Travis Scott nell’“Odissea” di Nolan, il rapper è un aedo tra mito e hip hop

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il cameo più discusso dell’“Odissea” di Christopher Nolan è senza dubbio quello di Travis Scott, il rapper statunitense che ha fatto il suo ingresso nel kolossal epico nelle vesti di un aedo. Jacques Bermon Webster II, questo il vero nome dell'artista, compare sia all'inizio che alla fine del film per interpretare il cantore che nell'antica Grecia aveva il compito di tramandare oralmente le gesta degli eroi. Una scelta che, se inizialmente aveva suscitato perplessità e dibattito tra gli spettatori, si è rivelata in realtà perfettamente coerente con la visione del regista britannico.

Il ponte tra Omero e il rap

La spiegazione di questa decisione è arrivata direttamente da Nolan, che in un'intervista al Time ha voluto chiarire le motivazioni dietro il casting del rapper, già suo collaboratore per la colonna sonora di "Tenet". Il regista ha spiegato di aver voluto creare un collegamento ideale tra la poesia orale dell'epica greca e il linguaggio musicale contemporaneo dell'hip hop: «L’ho scelto perché volevo alludere all’idea che questa storia sia stata tramandata come poesia orale, il che è analogo al rap».

Il parallelismo, per quanto audace, è piuttosto chiaro: così come gli antichi aedi utilizzavano il ritmo e la parola per narrare le vicende degli eroi, oggi un ruolo simile nella società è ricoperto dai rapper, che attraverso le loro rime raccontano storie e tramandano esperienze. Nolan ha quindi voluto costruire un ponte tra la tradizione orale dell'antichità e la cultura hip hop, sottolineando come il meccanismo del racconto resti sostanzialmente invariato nel corso dei secoli.

Un cameo che diventa simmetria narrativa

Il ruolo di Travis Scott nel film non si limita a una semplice apparizione estemporanea: il rapper interpreta un aedo che compare sia nelle sequenze iniziali che in quelle finali della pellicola, creando una simmetria narrativa che racchiude l'intera epopea. Nella prima parte del film, il suo personaggio intrattiene i Proci nella reggia di Itaca, cantando le imprese di Odisseo e la caduta di Troia, contribuendo a costruire la fama dell'eroe ancor prima del suo effettivo ritorno in patria.

La presenza scenica di Scott si inserisce perfettamente nella rilettura contemporanea immaginata da Nolan, che ha scelto di rendere il mito accessibile attraverso linguaggi diversi, tra cui appunto la musica. Il coinvolgimento del rapper, però, non si esaurisce nel ruolo di attore: Scott firma insieme a James Blake e Ludwig Göransson anche il brano "When I'm Home", scelto per accompagnare i titoli di coda del film.

Tra polemiche e consensi

La scelta di affidare un ruolo così simbolico a un rapper come Travis Scott ha inevitabilmente diviso il pubblico e la critica, scatenando un acceso dibattito sui social media ancor prima dell'uscita del film. Molti fan si sono detti sorpresi dalla decisione, mentre altri hanno elogiato il regista per la sua capacità di stabilire connessioni inaspettate tra mondi apparentemente lontani.

Nolan, tuttavia, non si è lasciato intimidire dalle critiche, ribadendo che ogni sua scelta è il frutto di un ragionamento preciso e funzionale alla costruzione del mondo narrativo. Il regista ha paragonato questa operazione a quanto già fatto con "Interstellar", dove si era chiesto quale potesse essere la migliore ipotesi sul futuro: «Quando si guarda al passato remoto, in realtà, è la stessa cosa. Qual è la migliore ipotesi e come posso usarla per creare un mondo?».

Un kolossal che parla il linguaggio contemporaneo

L'"Odissea" di Christopher Nolan, attesa nelle sale italiane dal 16 luglio, si conferma quindi un'operazione culturale ambiziosa che cerca di parlare al pubblico contemporaneo attraverso un linguaggio a esso familiare. Con un budget di 250 milioni di dollari, il più alto mai investito in un film del regista, e un cast stellare che include Matt Damon, Tom Holland e Anne Hathaway, il kolossal ha già iniziato la sua corsa al botteghino con numeri da record.

La scelta di Travis Scott, lungi dall'essere un mero espediente promozionale, rappresenta un tentativo di rendere il mito di Omero accessibile alle nuove generazioni, dimostrando come l'epica possa essere reinterpretata attraverso forme espressive diverse, dal rap al cinema.

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