Bergomi e la telecronaca sentita dell’Inter-Barça: "Emozioni che non si possono controllare"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Beppe Bergomi, storico capitano dell’Inter, ha difeso senza mezzi termini il suo approccio durante la telecronaca di Inter-Barcellona, ammettendo di essersi lasciato trasportare dall’emozione. «È stata una notte unica, andava raccontata col cuore», ha spiegato al Corriere della Sera, rispondendo a chi lo ha accusato di eccessiva faziosità. Quella stessa passione, che lo ha portato a commuoversi a fine gara, è stata al centro delle critiche di alcuni telespettatori, mentre altri l’hanno apprezzata come un segno di autenticità.

La notte dopo la partita, racconta, è stata insonne: «Alle 5 ero ancora sveglio. Alle 3 ero su WhatsApp a leggere i messaggi su Inter-Trap, una delle tante chat con gli ex compagni». Tra quei messaggi, spicca lo scambio con Alessandro Bianchi, che lo ha salutato con un affettuoso «Che grande lo Zio!», a cui Bergomi ha risposto con un semplice cuore. Un dettaglio che rivela quanto, nonostante i decenni passati, il legame con i colori nerazzurri resti indelebile.

Con 757 presenze e 28 gol in carriera, tutti con la maglia dell’Inter, Bergomi è diventato un punto di riferimento nel mondo del giornalismo sportivo, noto per la sua preparazione ma anche per i momenti di pura esuberanza. Come quando, durante i Mondiali del 2006, dopo il gol di Del Piero contro la Germania, Fabio Caressa esclamò: «Andiamo a Berlino, Beppe!», e lui rispose urlando di gioia. Un’immagine che molti tifosi ricordano con affetto, e che oggi torna alla mente dopo le polemiche sulla sua telecronaca.

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