Qualità della vita degli anziani, il Polesine crolla di 57 posizioni
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Redazione Interno
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La qualità della vita degli anziani nel Polesine registra un brusco peggioramento nella nuova classifica del Sole 24 Ore, con la provincia di Rovigo che scivola dal 16esimo al 73esimo posto in un solo anno. Un crollo di 57 posizioni che trasforma quello che sembrava essere un punto di forza del territorio in uno degli elementi più critici emersi dall’indagine nazionale dedicata alle diverse generazioni. La fotografia tracciata dalla sesta edizione dello studio evidenzia un cambio netto rispetto al passato recente e mette in evidenza le difficoltà legate ai servizi e alla qualità della vita per la popolazione più anziana.
L’indagine del Sole 24 Ore analizza il benessere delle persone suddividendolo in tre grandi fasce generazionali: bambini, giovani e anziani. I risultati mostrano situazioni molto differenti da territorio a territorio, con province che riescono a distinguersi per alcune categorie e altre che invece arretrano sensibilmente. Nel caso del Polesine, il dato sugli anziani rappresenta il segnale più evidente del peggioramento. Il passaggio dalla parte alta della graduatoria alle zone basse modifica profondamente la percezione di un territorio che fino a poco tempo fa appariva competitivo proprio sul fronte della qualità della vita dedicata ai senior.
Le differenze tra territori nella classifica del Sole 24 Ore
La ricerca evidenzia anche realtà che mostrano andamenti opposti rispetto a Rovigo. Forlì-Cesena, ad esempio, emerge come una provincia favorevole per gli anziani, mentre i giovani trovano opportunità soprattutto nel tempo libero e nello svago, pur restando insoddisfatti sul piano lavorativo. Per bambini e famiglie, invece, vengono segnalate carenze nei servizi. L’indagine sottolinea così come la qualità della vita non sia uniforme nemmeno all’interno dello stesso territorio e cambi sensibilmente in base all’età presa in considerazione.
Anche Arezzo presenta una situazione diversa rispetto a quella del Polesine. Secondo lo studio, la provincia toscana risulta particolarmente adatta ai bambini tra 0 e 14 anni. Tra gli aspetti positivi vengono indicati la possibilità di conciliare vita e lavoro e la facilità nel raggiungere servizi essenziali come negozi, farmacie e attività ricreative in meno di quindici minuti. Elementi che incidono direttamente sulla percezione della qualità della vita e che contribuiscono a rafforzare il posizionamento della provincia nelle classifiche dedicate all’infanzia.
Brescia conferma risultati solidi per giovani e anziani
Nella graduatoria pubblicata dal Sole 24 Ore compare anche Brescia, che mantiene risultati positivi soprattutto per giovani e anziani. La provincia lombarda si colloca all’undicesimo posto nazionale per la qualità della vita dei giovani e al diciannovesimo per quella degli anziani. Più difficile invece la situazione legata all’infanzia, con Brescia che arretra al 56esimo posto nella classifica dedicata ai bambini, perdendo tre posizioni rispetto all’anno precedente. Lo studio, presentato durante il Festival dell’Economia di Trento, è costruito su venti parametri per ciascuna fascia d’età e fotografa le differenze territoriali nella disponibilità di servizi e opportunità.
Il confronto tra province mette così in evidenza un quadro molto frammentato. Alcuni territori riescono a mantenere standard elevati per determinate generazioni, mentre altri mostrano difficoltà crescenti. Nel caso del Polesine, il crollo nella qualità della vita degli anziani rappresenta uno dei cambiamenti più marcati emersi dalla nuova edizione dell’indagine. La perdita di 57 posizioni in un anno segnala una trasformazione significativa nella percezione dei servizi e delle condizioni offerte alla popolazione senior, proprio in un contesto nazionale in cui il benessere legato all’età diventa uno degli indicatori più osservati per valutare la vivibilità di un territorio.




