Eclissi parziale di Luna, lo show rosso mattone illumina il cielo da Atene a Vancouver

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il cielo di agosto, dopo aver regalato l'emozione dell'eclissi solare e il consueto picco delle Perseidi attorno al 12 del mese, non aveva certo finito di stupire. Nella notte appena trascorsa, tra il 27 e il 28 agosto, è andato in scena il terzo grande atto di questo mese astronomicamente ricco di eventi: un'eclissi parziale di Luna che ha dipinto il nostro satellite naturale con una tinta che ha catturato l'attenzione di milioni di persone in tutto il mondo.

Dalle luci dell'Acropoli di Atene ai grattacieli di Vancouver, passando per le spiagge di Rio de Janeiro e le storiche piazze di Città del Messico, gli obiettivi dei fotografi e gli occhi degli appassionati si sono puntati verso l'alto per immortalare il fenomeno, visibile anche dall'Italia nonostante qualche fastidiosa nuvola che ha provato a ostacolare lo spettacolo in alcune regioni.

I tempi dello spettacolo celeste e la visibilità in Italia

Per chi si è svegliato presto o ha fatto tardi, l'appuntamento con l'eclissi è stato fissato nelle prime ore dell'alba di oggi, 28 agosto. Il fenomeno è entrato nel vivo intorno alle 4:34, quando il cono d'ombra proiettato dalla Terra ha iniziato a mordere il bordo del disco lunare, segnando l'inizio della fase parziale. Da quel momento, la progressione dell'ombra è stata lenta ma inesorabile, fino a raggiungere il momento di massima copertura attorno alle 6:10.

In quel frangente, oltre il 90 per cento della superficie della Luna è risultata immersa nell'oscurità proiettata dal nostro pianeta, lasciando visibile soltanto un sottile e luminoso bordo argenteo che faceva da contrasto al resto del corpo celeste. L'eclissi, definita dagli esperti come "molto profonda" proprio per l'alta percentuale di oscuramento, è apparsa quasi totale a un occhio distratto, regalando quella suggestiva colorazione ramata o brunastra che tanto affascina l'immaginario collettivo.

Il fenomeno della "Luna rossa" e l'assenza di pericoli

La tinta rossastra che ha assunto il nostro satellite, comunemente definita "Luna rossa" o "Luna di sangue", è il risultato di un meccanismo puramente ottico e atmosferico: quando la Luna si trova nella zona d'ombra della Terra, la luce solare che riesce a raggiungerla non è quella diretta, ma quella che viene filtrata e deviata dall'atmosfera terrestre.

La componente blu della luce, essendo quella più facilmente diffusa dalle particelle presenti nell'aria, viene dispersa, mentre quella rossa, con una lunghezza d'onda maggiore, riesce a piegarsi e a colpire la superficie lunare, conferendole quella caratteristica tonalità che in molti hanno immortalato con i propri dispositivi. Un fenomeno che, per quanto spettacolare, non comporta alcun pericolo per l'osservazione a occhio nudo, a differenza di quanto accade invece per le eclissi di Sole, per le quali sono sempre necessarie protezioni specifiche.

Gli scatti più suggestivi: da Levico Terme all'Appennino

Anche il territorio italiano ha offerto degli spunti fotografici di notevole impatto visivo, nonostante le condizioni meteorologiche non sempre favorevoli in tutte le zone. Tra gli scatti che stanno facendo il giro del web, spicca quello realizzato a Levico Terme, in Trentino, dal fotografo Giampaolo Rizzonelli, che ha saputo catturare la Luna quasi completamente avvolta dall'ombra terrestre in un cielo ancora scuro, prima che le prime luci dell'alba iniziassero a schiarire l'orizzonte.

Ma le immagini non arrivano solo dal nord Italia: nella Bassa parmense, a Torrechiara, e lungo le vette dell'Appennino, numerosi appassionati sono riusciti a scattare fotografie che ritraggono il disco lunare nel momento di massima oscurità, con quella colorazione brunastra che stona con il blu profondo del cielo notturno.

Dalla pianura emiliana ai rilievi marchigiani, l'eclissi ha regalato emozioni diverse a seconda della latitudine e della quota, con alcuni osservatori che hanno avuto la fortuna di assistere al fenomeno in condizioni di cielo sereno, mentre altri hanno dovuto lottare contro una coltre nuvolosa che, in alcuni frangenti, ha reso la visione meno nitida ma non per questo meno affascinante.

Il confronto con l'eclissi solare del 12 agosto

Questo evento lunare arriva a poco più di due settimane di distanza dall'eclissi totale di Sole che ha infiammato gli appassionati il 12 agosto, sebbene in Italia quella solare sia stata visibile soltanto in forma parziale. Mentre l'eclissi solare richiede l'uso di occhiali certificati per evitare danni permanenti alla retina, quella lunare offre una possibilità di osservazione completamente sicura e accessibile a tutti, un aspetto che ha certamente contribuito ad aumentare il numero di persone che si sono affacciate alla finestra o sono uscite di casa per assistere allo spettacolo.

La differenza sostanziale tra i due fenomeni risiede proprio nel meccanismo che li genera: mentre l'eclissi di Sole è dovuta al passaggio della Luna tra la Terra e la nostra stella, quella di Luna si verifica quando il nostro pianeta si interpone tra il Sole e il satellite, proiettando la sua ombra sul disco lunare. Due facce della stessa medaglia celeste, che in questo agosto 2026 hanno regalato emozioni e immagini destinate a rimanere impresse nella memoria di chi ha avuto la pazienza e la fortuna di alzare lo sguardo verso l'alto.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.