Bari, due minorenni condannati per l'omicidio del cittadino indiano Nardev Singh

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sentenza del Tribunale per i minorenni di Bari, giunta al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha sancito la responsabilità penale di due giovani, entrambi diciassettenni al tempo dei fatti, per l'omicidio volontario di Nardev Singh. Il cittadino indiano, di 38 anni e senza un domicilio stabile, venne rinvenuto senza vita all'interno di un rudere abbandonato, nella periferia della città pugliese, precisamente nella zona di Ceglie del Campo, nella tarda serata del 31 maggio dell'anno scorso. Un episodio di nera cronaca che, come emerso nel corso delle indagini condotte dalla procura e confermato in sede giudiziaria, trova una motivazione tanto agghiacciante quanto, se possibile, banale: il desiderio di sperimentare il funzionamento di un'arma da fuoco.

Le dinamiche dell'agguato e la ricostruzione giudiziaria

Secondo quanto accertato dagli inquirenti e fatto proprio dal collegio giudicante, i due imputati si sarebbero resi autori del gesto omicida con la premeditata intenzione di "provare una pistola" su un bersaglio umano. La vittima designata, Nardev Singh, fu colpita a morte nel casolare che utilizzava come ricovero, in un agguato che non lascia spazio ad altre ipotesi sulla volontà dei carnefici. Il Gup del tribunale minorile, valutando l'intero quadro probatorio – che includeva, tra l'altro, elementi testimoniali e riscontri tecnici – ha quindi ritenuto provato il concorso dei due nel delitto, giudicandoli colpevoli del reato di omicidio volontario.

Il percorso processuale e il quantum della pena

La scelta della difesa di avvalersi del rito abbreviato, istituto che permette una definizione più celere del giudizio in cambio di una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna, ha condotto il procedimento dinnanzi al giudice monocratico. La pubblica accusa, nel corso delle requisitorie, aveva inizialmente formulato una richiesta di condanna a venti anni di reclusione per ciascuno dei due giovani imputati. La sentenza definitiva, tuttavia, ha poi determinato una pena inferiore, fissandola in diciassette anni per entrambi, dopo un'accurata valutazione di tutti gli elementi, inclusi quelli relativi alla minore età degli autori del fatto e alle loro personalità.

Il contesto e le implicazioni del caso

Il delitto, per la sua efferata casualità, ha inevitabilmente scavato un solco profondo, andando ben oltre la dimensione giudiziaria per interrogare la collettività sul degrado umano e sociale che spesso alimenta simili tragedie. La vicenda giudiziaria si è concentrata esclusivamente sulla materialità degli accadimenti e sulla responsabilità penale individuale, evitando, come è corretto in sede processuale, generalizzazioni o facili strumentalizzazioni. La conclusione del primo grado di giudizio, con l'irrogazione della condanna, rappresenta un punto fermo nella ricerca di giustizia per Nardev Singh, il cui nome rimane legato a una delle pagine più crudeli della recente cronaca barese.

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