Taranto, la promozione sfuma al 94' e i tifosi aggrediscono il capitano
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Redazione Sport
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La beffa, per certi versi, era già scritta nella storia travagliata di questo club; quel che nessuno poteva immaginare, al fischio finale del match giocato sul neutro di Massafra, era la reazione violenta di una frangia della propria tifoseria. Il sogno della Serie D, per il Taranto, si è infranto all’ultimo respiro: il Gladiator ha infatti centrato la promozione diretta grazie a una rete di Terracino arrivata al 94esimo minuto, sugli sviluppi di un calcio d’angolo che ha gelato la panchina rossoblù e i supporter accorsi.
Questa rete, arrivata quando i supplementari sembravano ormai inevitabili dopo l’1-1 siglato da Aguilera ad inizio ripresa, ha trasformato la delusione in rabbia cieca, spingendo un gruppo di facinorosi a valicare i limiti della civile contestazione.
Invasione e calci in campo: la follia nel post-partita
Subito dopo il triplice fischio – mentre i calciatori campani esultavano per il ritorno tra i professionisti – alcuni sostenitori del Taranto hanno letteralmente forzato un cancello d’ingresso, eludendo i controlli di sicurezza presenti all’impianto sportivo per riversarsi sul rettangolo di gioco. La loro furia non si è placata a terra: i supporter hanno preso di mira diversi giocatori, scagliandosi contro di loro con calci e pugni in una vera e propria caccia all’uomo.
Le forze dell’ordine, presenti in assetto antisommossa, sono intervenute prontamente per riportare la calma, consentendo alla squadra di riparare al sicuro negli spogliatoi e scongiurando conseguenze ancora più gravi per l’incolumità degli atleti.
Nicola Loiodice nel mirino, la polizia riporta l’ordine
Tra i bersagli principali di questa assurda aggressione, avvenuta domenica 14 giugno, c’è stato il capitano Nicola Loiodice: il numero uno della squadra è stato raggiunto e colpito da un calcio durante il parapiglia scatenatosi dopo l’invasione di campo. Non solo il campo, però, è stato teatro di tensione; accenni di rissa sono stati registrati anche sugli spalti tra le rispettive tifoserie, sebbene i disordini siano stati rapidamente sedati dall’intervento degli agenti.
Il nuovo stadio "Erasmo Iacovone", perla cittadina recentemente ristrutturata in vista dei prossimi Giochi del Mediterraneo, rischia ora di vedere la propria riapertura macchiata da questi gravi episodi di violenza, che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva.
Una beffa che pesa come un macigno
Prima di questo epilogo amaro, il Taranto aveva dimostrato carattere: sotto di un gol nel primo tempo, aveva trovato la forza di pareggiare ad inizio ripresa, sfiorando più volte il vantaggio che avrebbe cambiato le sorti della finale. L’errore fatale o la disattenzione difensiva (che è costata il gol di Terracino nei minuti di recupero) ha però cancellato ogni speranza, riportando a galla le ombre di una piazza che vive il calcio con un’intensità emotiva devastante.
Al di là della beffa sportiva, restano le immagini dei calciatori costretti a fuggire dai loro stessi tifosi, un paradosso inquietante che la Procura Federale potrebbe presto valutare per eventuali provvedimenti disciplinari a carico del sodalizio pugliese.




